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PREMIO TAMBURINO D'ARGENTO

Gavoi- Estate 2005

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Tutto il programma della Rassegna

"Private"

"Manuale d’amore"  
"Le conseguenze dell’amore"
Quo vadis baby 
Tre metri sopra il cielo
Non aver paura
Quando sei nato non puoi più nasconderti
Passaggi di tempo
Saimir

 

Articoli sul premio

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 G. di Sardegna

Edizione 2005

Programma 2006 inverno

Programma 2006 Estate

::: Festival del Cinema Italiano :::

“Tamburino d’argento”- V edizione

:: l’associazione di volontariato ProCiv Arci di Gavoi, con il contributo del Comune di Gavoi, della Provincia di Nuoro, della Comunità Montana N° 9 e del Bacino Imbrifero Montano Sardegna Solidale, organizza il Festival del Cinema Italiano, in modo particolare il nostro cinema d’ impegno sociale e civile. Nel paese di Gavoi in provincia di Nuoro, dove le case sono di pietra e dai balconi fioriti si può ammirare lo splendido lago di Gusana, viene consegnato da cinque anni il premio cinematografico “Tumbarinu” riproducente il tipico e arcaico strumento musicale gavoese. 

:: Le precedenti edizioni sono state attribuite nel 2001 a Fabio Olmi per la fotografia del film “Il mestiere delle armi; nel 2002 all’attrice Sandra Ceccarelli per la migliore interpretazione del film “Luce dei miei occhi”nel 2003 aLuigi Lo Cascio Marcello Fois per la sceneggiatura de “Il più crudele dei giorni”; nel 2004 a Luigi Lo Cascio per la migliore interpretazione del film “La meglio gioventù”. Come miglior regista esordiente  è stato premiato Salvatore Mereu con il film "Ballo a tre passi" nella categoria "Nati in Italia".  

Nel 2005, nel panorama del cinema italiano, si è voluto attribuire il riconoscimento ad un attore  e un al regista che meglio, a detta dell'associazione e della commissione hanno contribuito alla crescita e alla diffusione del cinema di qualità. 

 

:: Perché il premio Cinema Italiano “Tumbarinu”? Senza un cinema indipendente non esiste democrazia. Chi lavora nel settore del cinema e dell’informazione deve fronteggiare pressioni fortissime che tendono a limitare la libertà. Per resistere abbiamo bisogno che il cinema si fondi su solidi presupposti etici e morali: difendere con rigore e con coraggio una visione indispensabile a favore della libertà di informare "un Cinema finestra nel mondo".

:: Con questo premio abbiamo voluto segnalare chi si è distinto per aver saputo mostrare determinazione a non cedere, a non mollare, a non tradire quei valori di civiltà, di rispetto della dignità di ogni essere umano, che devono continuare a essere il fondamento della nostra democrazia, oltre ogni differenziazione politica e ideologica. Un messaggio chiaro ai giovani a lottare contro le ingiustizie e le sopraffazioni.

Vª  Edizione 2005

Premio Tumbarinu

:: La Premiazione::

::: Domenica 4 Settembre alle ore 20, 00 presso il cortile della Casa Maoddi si terrà la cerimonia di premiazione a : Valeria Golino come migliore attrice nel panorama del cinema italiano. Francesco Munzi miglior regista opera prima per il film Saimir. Gianfranco Cabiddu per la regia del film "Passaggi di tempo":::

Valeria Golino NOME: Valeria Golino

PROFESSIONE: Attrice, Produttrice, Compositrice

"Premio Tumbarinu"

Miglior Attrice nel panorama del Cinema Italiano

NOME: Francesco Munzi

PROFESSIONE: Regista

"E' Nato in Italia" 

Miglior regista esordiente  per il film Saimir

NOME: Gianfranco Cabiddu

PROFESSIONE: Regista

 

Per la regia del film "Passaggi di tempo"

Presidente della Giuria "Tumbarinu d'Argento"

 il regista Salvatore Mereu

IL PROGRAMMA ESTATE 2005

VENERDì 8 LUGLIO ORE 21,00 GIARDINO COMUNALE

"Private"

Regia di C.Costanzo

Protagonista della storia è la Famiglia B., la cui casa si trova tra gli insediamenti israeliani e i territori arabi. Quando il capofamiglia, Mohamed, si rifiuta di consegnare la casa all'esercito israeliano che vuole espropriarla per ragioni di sicurezza, la famiglia si trova a convivere forzatamente con il manipolo di soldati che ha occupato il piano superiore dell'abitazione.

CRITICA:"'Private' è il debutto del 28enne Saverio Costanzo premiato due volte a Locarno (Pardo d'oro e miglior attore, il palestinese Bakri). Come in uno psicodramma guidato, attori israeliani e palestinesi hanno condiviso il set (in Italia, per ragioni di sicurezza) e le scelte creative, spesso riscrivendo dialoghi e situazioni. (...) In questo dissidio, e in quelli che dividono i soldati israeliani, lavora la drammaturgia del film. Con qualche insistenza (l'armadio dove si nasconde la figlia, da cui si vede tutto e si capisce tutto, sa un po' di espediente). E belle intuizioni, su tutte il figlio risucchiato dalla propaganda tv dei kamikaze. Un buon esordio con qualcosa di acerbo (troppi primi piani, riprese sempre convulse) ma sincero e emozionante." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 gennaio 2005)

     

VENERDì 12 LUGLIO ORE 21,00 Casa Maoddi

    "Manuale d’amore"  

Regia di G.Veronesi

TRAMA Il film si divide in quattro capitoli: 'L'innamoramento' - Tommaso è un disoccupato innamorato di Giulia, una ragazza borghese. 'La crisi' - Barbara, impiegata in un laboratorio di analisi, e Marco, istruttore di scuola guida, si trovano ad affrontare la loro prima crisi matrimoniale. 'Il tradimento' - Ornella, una vigilessa che ha subito un tradimento, si accanisce contro gli uomini multandoli senza motivo. 'Abbandono' - Goffredo cerca di superare l'abbandono da parte della moglie con l'aiuto di un audiolibro intitolato "Manuale d'amore".

CRITICA "Veronesi, su un soggetto di Cerami, spacca il capello amoroso in quattro tempi, ironizzando sulla fatica di volersi bene. Ne varrà la pena? Incastrati narrativamente si agitano i giovani Muccino e Trinca, i bravi Buy e Rubini, la Littizzetto vigilessa in ardore e l'evergreen Verdone che finisce sotto il letto e sul cornicione, ma invia un lieto fine senza garanzia. Manuale, quindi il senno comune degli affetti in andata-ritorno, recherche della commedia italiana, fra basse e alte infedeltà, difficile voglia di ridere: è possibile ritrovare quell'ingenuità?" (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 marzo 2005)
 

VENERDì 22 LUGLIO ORE 21,00 Casa Maoddi

"Le conseguenze dell’amore"

Regia di P.Sorrentino

TRAMA Un uomo misterioso, Titta Di Girolamo, vive da otto anni in un albergo di un'anonima cittadina della Svizzera italiana. E' un uomo distinto e ben vestito, apparentemente privo di sentimenti, la cui vita si svolge tra la hall e il bar dell'albergo in attesa che accada qualcosa...

CRITICA: Unico film italiano in concorso a Cannes, 'Le conseguenze dell'amore' conferma le qualità di Paolo Sorrentino scoperte con il notevolissimo 'L'uomo in più'. Una capacità davvero fuori del comune nel modellare personaggi, caratteri, destini. Il gusto del paradosso e della scrittura, un gusto così spiccato che rischia quasi di prendergli la mano. L'arte di concentrare un paese, un'epoca, una temperatura morale, in un pugno di ambienti e di personaggi. Stavolta però sullo schermo non scorrono due vite parallele, ma un'esistenza bloccata che grazie a un incontro potrebbe riaprirsi, scorrere, spezzare il circolo vizioso in cui è rinchiusa." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 maggio 2004)

 

VENERDì 29 LUGLIO ORE 21,00 Casa Maoddi

Quo vadis baby 

Regia di G.Salvatores

TRAMA:Giorgia è un'investigatrice privata che ama un po' troppo l'alcol. Passando le notti in locali dove si suona e si beve, viene assalita dal dubbio di aver sprecato la sua vita. Comincia così a scavare nel suo passato grazie a delle videocassette contenute in una scatola di scarpe consegnatale da Aldo, amico e confidente di sua sorella maggiore Ada, che si è suicidata sedici anni prima. Questo viaggio tra ricordi e segreti di famiglia, sarà la sua indagine più difficile.

CRITICA:"Chissà se Salvatores pensa, come ai tempi di 'Mediterraneo', di dedicare i film a chi fugge? Certo è che del cinema ha conservato un'idea di sperimentazione e di viaggio di ricerca. Scegliendo questa volta il genere noir, sulla base (fedelmente ma anche liberamente) del primo romanzo delle edizioni 'Colorado' da lui stesso promosse (di Grazia Verasani, stesso titolo), ha voluto intanto dire che ogni mezzo espressivo, anche il più apparentemente indiretto, e forse più del realismo spicciolo, è buono per parlare di noi. Le identità, le responsabilità, le colpe, i rimorsi, paternalità irrisolte e condizione filiale tradita, la verità. Non questioni da poco." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 27 maggio 2005)
 

VENERDì 5 AGOSTO ORE 21,00 Casa Maoddi

Tre metri sopra il cielo L.Lucini 
Babi e Step provengono da due realtà completamente diverse. Lei ha 18 anni, è una studentessa modello, ha un buon rapporto con i suoi genitori e ha tanti amici tra cui Pallina, quella a cui è più legata e a cui confida tutto. Step ha 19 anni è un tipo violento che passa il suo tempo tra corse di moto clandestine e piccoli furti, e i suoi amici, anche Pollo, il suo migliore amico, sono tutti teppisti. Babi e Step si incontrano per caso e nonostante le differenze si innamorano. La loro storia va avanti per circa un anno, ma inevitabilmente crescono seguendo strade differenti e sono destinati a lasciarsi, anche se questa storia d'amore rimarrà per sempre nei loro ricordi...

TRAMA:"In un mix sovrabbondante di memorie, da 'Terza liceo' ai 'Dolci inganni', a 'Gioventù bruciata' ecco la storia di amore tra la borghesina Babi, studentessa modello che si imbatte in un principe poco azzurro di nome Step, di indole teppista clandestino su moto. (...) Sviluppando con qualche inevitabile ripetizione la materia presumibilmente vera dell'introvabile libro, ora edito da Feltrinelli, dell'ex teen ager Federico Moccia, il regista Luca Lucini, esperto in video clip di Ligabue e Pausini, tv e spot, evita il montaggio pubblicitario. Racconta con ritmo sostenuto e modi tradizionali, spesso notturni, un mondo dove tutti, specie gli adulti, sono stereotipati come in un manuale sociologico. Azzecca il cuore dei personaggi, grazie ad attori psicosomaticamente in parte, sia Riccardo Scamarcio che Katy Louise Saunders, sia Mauro Meconi che Maria Chiara Augenti, senza temere di costeggiare il melò, spiegando che anche i famosi giovani 2000, con l'infelicità a portata di mano, volendo sognano e hanno bisogno di illusioni ed emozioni romantiche." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 13 marzo 2004
 

VENERDì 12 AGOSTO ORE 21,00 Casa Maoddi

Non aver paura

Regia A. Longoni

TRAMA:Laura e Franco sono una coppia separata con un figlio di nove anni, Luca. I due genitori non riescono ad appianare i loro problemi e le loro divergenze e a farne le spese è il piccolo Luca, che per vincere le proprie paure si inventa un amico immaginario, Tommi. A complicare le cose interviene un cliente di Laura - che per guadagnare qualche soldo in più lavora, all'insaputa dell'ex marito, per una 'hot line' - che, con le sue fantasie violente nei confronti dei bambini, minaccia lei e Luca. La donna, pedinata da un uomo misterioso, minacciata dal cliente e, dal momento che Franco ha scoperto la sua occupazione, a rischio di perdere la tutela del figlio decide di fuggire e nascondere il piccolo Luca...

CRITICA"'Non aver paura' di Angelo Longoni è un giallo psicologico sull'amore, che non riesce più a sconfiggere la paura e una storia a favore dell'infanzia. Un progetto pieno di buone intenzioni. Ma, se gli attori hanno fatto un buon lavoro rendendo credibili i personaggi, il film finisce con il mettere un po' troppa carne al fuoco: i pedofili, le hot-line, i divorzi devastanti, i bambini vittime dei giochi degli adulti... Mette a fuoco bene, però, i rischi che si corrono quando si è disperatamente alla ricerca di una rivincita e quanto la paura possa rendere manipolabili e fragili." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 6 maggio 2005)
 

VENERDì 19 AGOSTO ORE 21,00 Casa Maoddi

Quando sei nato non puoi più nasconderti

Regia A. Longoni

TRAMA:Sandro ha dodici anni e una vita spensierata in una piccola cittadina di provincia. Un giorno, durante un viaggio in barca nel Mediterraneo con il padre, cade in acqua e non riescono a raggiungerlo prima che sparisca tra le onde. Viene ripescato da uno scafo su cui sono imbarcati dei clandestini che fanno rotta verso l'Italia, sperando in una vita migliore e nel miraggio di un lavoro per poter mantenere le loro famiglie. Tra gli emigranti ci sono due fratelli rumeni, Radu e Alina. Hanno la stessa età di Sandro e tra i tre ragazzi si stringe un rapporto che somiglia sempre più ad un'amicizia, nonostante le diversità e la lingua diversa. Sandro si sente vicino a loro, e soprattutto ad Alina, così bella ai suoi occhi di adolescente. E' l'età adulta che irrompe nella sua vita, mostrandogli lo squallore e la crudezza della realtà e costringendolo a guardare il mondo con occhi diversi...

CRITICARimossi con 'La meglio gioventù' i suoi anni ' 70, Giordana offre un film su essere e apparire, sulla convivenza, sulla multimedialità dei sentimenti. Vuole soprattutto spiazzare: niente pregiudizi e stereotipi, tutto è da conoscere e reinventare, anche a rischio di sacrificare un po' di snobismo ed emotività per raccontare daccapo, con un cast eccezionale, come sta cambiando l' Italia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera, 14 maggio 2005)
 

VENERDì 26 AGOSTO ORE 21,00 Casa Maoddi

Passaggi di tempo

Regia di G.Franco Cabiddu

TRAMA:E' la sintesi di un'avventura artistica ed umana di un gruppo di amici, musicisti e uomini di spettacolo, che dura ormai da dieci anni. Il gruppo, stimolato dal ritrovamento di materiali inediti dell'archivio del LUCE, raccontano di una terra meravigliosa e scomparsa. Attorno al materiale ritrovato nasce uno spettacolo musicale che da anni viene replicato in Italia e nel mondo.

CRITICA: Possiamo perdere tutto quello che abbiamo, tranne la nostra identità, il nostro passato. E 'Passaggi di tempo', di Gianfranco Cabiddu, è un invito a ricordarci chi siamo. Un viaggio, un diario di bordo ma soprattutto un'avventura umana, per raccontare il concerto 'Sonos 'e memoria', a partire dalle immagini mute dell'Istituto Luce, che mostrano una Sardegna diversa. Il regista va a scovare i musicisti nel proprio ambiente e si confronta con la necessità di andare oltre il folklore, per trovare una sonorità che, senza tradire le radici, possa convivere con musica colta e jazz. Ognuno recita se stesso, ognuno ha un aneddoto, un ricordo. (...) Ma si vedono anche i grandi concerti e i musicisti internazionali, come Uri Caine, Gerardo Nunez, Ernst Raijsenger, in jam session che lasciano il segno. In un montaggio che emoziona e grida l'orgoglio di un popolo." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 25 febbraio 2005)

 

VENERDì 2 Settembre ORE 21,00 Casa Maoddi

Saimir

Regia di Francesco Munzi

TRAMA:Saimir è un ragazzo albanese che mal digerisce le attività illegali di suo padre Edmond, che sta cercando di costruirsi una vita migliore in Italia grazie ai guadagni del traffico di clandestini. Cionostante, Saimir è incapace di ribellarsi alla logica e all'autorità paterna finchè non scopre che Edmond si è spinto oltre, al punto da introdurre in Italia una minorenne da avviare alla prostituzione. Allora Saimir sarà costretto ad una scelta estrema… Ci si può ribellare al "destino"? Si può scegliere di essere diversi? A che prezzo?

CRITICA: A Venezia '61, nella sezione Orizzonti arriva anche il primo lungometraggio di Francesco Munzi, classe '69, diploma di regia al Centro Sperimentale di Roma.E per questo su debutto sceglie di raccontare una storia fitta, fitta di argomenti. Talmente che in alcuni momenti cade nella superficialità e nel didascalico. Ma il racconto del giovane albanese Saimir e di suo padre che trasporta immigrati d'ogni età e per ogni scopo, resta comunque una buona prova di debutto. Saimir ha sedici anni ed è albanese. Vive in una squallida periferia sul lungomare laziale. Aiuta il padre nel traffico di clandestini, e pur desiderando una vita normale non riesce a ribellarsi apertamente e mostra solo insofferenza e impazienza. Si sforza di stabilire un rapporto d'affetto con una coetanea italiana, ma il suo senso di inadeguatezza è troppo forte e sbaglia tutto. Nel tentativo di cambiare il percorso della propria vita si lascia persino coinvolgere in un furto da un gruppo di amici Rom. Una piccola criminalità che potrebbe irretirlo se non sentisse così forte il disgusto per ciò che è diventato suo padre e il timore di diventarne la copia. Sarà il volto tragico di una minorenne introdotta illegalmente per il giro della prostituzione che farà esplodere in Saimir tutta la sua rabbia e violenza.

 
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