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l’associazione
di volontariato ProCiv Arci di Gavoi, con il contributo
del Comune di Gavoi, della Provincia di Nuoro, della
Comunità Montana N° 9 e del Bacino Imbrifero Montano
Sardegna Solidale,
organizza il Festival del Cinema Italiano, in modo
particolare il nostro cinema d’ impegno sociale e
civile. Nel
paese di Gavoi in provincia di Nuoro, dove le case sono
di pietra e dai balconi fioriti si può ammirare lo
splendido lago di Gusana, viene consegnato da cinque
anni il premio cinematografico “Tumbarinu” riproducente il tipico e arcaico strumento musicale
gavoese.
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Le
precedenti edizioni sono state attribuite nel 2001 a
Fabio Olmi per la fotografia del film “Il mestiere
delle armi; nel 2002 all’attrice Sandra Ceccarelli per
la migliore interpretazione del film “Luce dei miei
occhi”nel 2003 a
Marcello Fois per la sceneggiatura de
“Il più crudele dei giorni”; nel 2004 a Luigi Lo
Cascio per la migliore interpretazione del film “La
meglio gioventù”. Come miglior regista
esordiente è stato premiato Salvatore Mereu
con il film "Ballo a
tre passi" nella categoria "Nati in
Italia".
Nel
2005, nel panorama del cinema italiano, si è voluto
attribuire il riconoscimento ad un attore
e un al regista che meglio, a detta dell'associazione e
della commissione hanno contribuito alla crescita e alla diffusione del
cinema di qualità.
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Perché
il premio Cinema Italiano “Tumbarinu”? Senza
un cinema indipendente non esiste democrazia. Chi
lavora nel settore del cinema e dell’informazione deve
fronteggiare pressioni fortissime che tendono a limitare
la libertà. Per resistere abbiamo bisogno che il cinema
si fondi su solidi presupposti etici e morali: difendere con
rigore e con coraggio una visione indispensabile a
favore della libertà di informare "un Cinema
finestra nel mondo".
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Con
questo premio abbiamo voluto segnalare chi si è
distinto per aver saputo mostrare determinazione a non
cedere, a non mollare, a non tradire quei valori di
civiltà, di rispetto della dignità di ogni essere
umano, che devono continuare a essere il fondamento
della nostra democrazia, oltre ogni differenziazione
politica e ideologica. Un
messaggio chiaro ai giovani a lottare contro le
ingiustizie e le sopraffazioni.
Vª
Edizione 2005
Premio
Tumbarinu
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La Premiazione::
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Domenica 4 Settembre alle
ore 20, 00 presso il
cortile della Casa Maoddi si terrà la cerimonia di
premiazione a : Valeria Golino come migliore
attrice nel panorama del cinema italiano. Francesco
Munzi miglior regista opera prima per il film Saimir.
Gianfranco Cabiddu per la regia del film
"Passaggi di tempo":::
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NOME:
Valeria Golino
PROFESSIONE:
Attrice, Produttrice, Compositrice
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"Premio
Tumbarinu"
Miglior
Attrice nel panorama del Cinema Italiano |
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NOME:
Francesco Munzi
PROFESSIONE:
Regista
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"E'
Nato in Italia"
Miglior
regista esordiente per il film Saimir |
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NOME:
Gianfranco Cabiddu
PROFESSIONE:
Regista
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Per
la regia del film "Passaggi di tempo" |
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Presidente
della Giuria "Tumbarinu d'Argento"
il
regista Salvatore Mereu |
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IL PROGRAMMA
ESTATE 2005 |
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VENERDì
8 LUGLIO ORE 21,00 GIARDINO COMUNALE |
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"Private" |
Regia
di C.Costanzo |
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Protagonista
della storia è la Famiglia B., la cui casa si trova tra
gli insediamenti israeliani e i territori arabi. Quando
il capofamiglia, Mohamed, si rifiuta di consegnare la
casa all'esercito israeliano che vuole espropriarla per
ragioni di sicurezza, la famiglia si trova a convivere
forzatamente con il manipolo di soldati che ha occupato
il piano superiore dell'abitazione. |

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CRITICA:"'Private'
è il debutto del 28enne Saverio Costanzo premiato due
volte a Locarno (Pardo d'oro e miglior attore, il
palestinese Bakri). Come in uno psicodramma guidato,
attori israeliani e palestinesi hanno condiviso il set
(in Italia, per ragioni di sicurezza) e le scelte
creative, spesso riscrivendo dialoghi e situazioni.
(...) In questo dissidio, e in quelli che dividono i
soldati israeliani, lavora la drammaturgia del film. Con
qualche insistenza (l'armadio dove si nasconde la
figlia, da cui si vede tutto e si capisce tutto, sa un
po' di espediente). E belle intuizioni, su tutte il
figlio risucchiato dalla propaganda tv dei kamikaze. Un
buon esordio con qualcosa di acerbo (troppi primi piani,
riprese sempre convulse) ma sincero e emozionante."
(Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 gennaio 2005)
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VENERDì
12 LUGLIO ORE 21,00 Casa Maoddi |
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"Manuale
d’amore"
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Regia
di G.Veronesi |
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TRAMA Il
film si divide in quattro capitoli: 'L'innamoramento' -
Tommaso è un disoccupato innamorato di Giulia, una
ragazza borghese. 'La crisi' - Barbara, impiegata in un
laboratorio di analisi, e Marco, istruttore di scuola
guida, si trovano ad affrontare la loro prima crisi
matrimoniale. 'Il tradimento' - Ornella, una vigilessa
che ha subito un tradimento, si accanisce contro gli
uomini multandoli senza motivo. 'Abbandono' - Goffredo
cerca di superare l'abbandono da parte della moglie con
l'aiuto di un audiolibro intitolato "Manuale
d'amore". |

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| CRITICA
"Veronesi, su un soggetto di Cerami, spacca il
capello amoroso in quattro tempi, ironizzando sulla
fatica di volersi bene. Ne varrà la pena? Incastrati
narrativamente si agitano i giovani Muccino e Trinca, i
bravi Buy e Rubini, la Littizzetto vigilessa in ardore e
l'evergreen Verdone che finisce sotto il letto e sul
cornicione, ma invia un lieto fine senza garanzia.
Manuale, quindi il senno comune degli affetti in
andata-ritorno, recherche della commedia italiana, fra
basse e alte infedeltà, difficile voglia di ridere: è
possibile ritrovare quell'ingenuità?" (Maurizio
Porro, 'Corriere della Sera', 19 marzo 2005) |
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VENERDì
22 LUGLIO ORE 21,00 Casa Maoddi
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"Le
conseguenze dell’amore"
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Regia
di P.Sorrentino |
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TRAMA Un uomo
misterioso, Titta Di Girolamo, vive da otto anni in un
albergo di un'anonima cittadina della Svizzera italiana. E'
un uomo distinto e ben vestito, apparentemente privo di
sentimenti, la cui vita si svolge tra la hall e il bar
dell'albergo in attesa che accada qualcosa...
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CRITICA: Unico
film italiano in concorso a Cannes, 'Le conseguenze
dell'amore' conferma le qualità di Paolo Sorrentino
scoperte con il notevolissimo 'L'uomo in più'. Una
capacità davvero fuori del comune nel modellare
personaggi, caratteri, destini. Il gusto del paradosso e
della scrittura, un gusto così spiccato che rischia
quasi di prendergli la mano. L'arte di concentrare un
paese, un'epoca, una temperatura morale, in un pugno di
ambienti e di personaggi. Stavolta però sullo schermo
non scorrono due vite parallele, ma un'esistenza
bloccata che grazie a un incontro potrebbe riaprirsi,
scorrere, spezzare il circolo vizioso in cui è
rinchiusa." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14
maggio 2004)
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VENERDì 29 LUGLIO
ORE 21,00 Casa Maoddi |
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Quo
vadis baby
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Regia
di G.Salvatores |
| TRAMA:Giorgia
è un'investigatrice privata che ama un po' troppo
l'alcol. Passando le notti in locali dove si suona e si
beve, viene assalita dal dubbio di aver sprecato la sua
vita. Comincia così a scavare nel suo passato grazie a
delle videocassette contenute in una scatola di scarpe
consegnatale da Aldo, amico e confidente di sua sorella
maggiore Ada, che si è suicidata sedici anni prima.
Questo viaggio tra ricordi e segreti di famiglia, sarà
la sua indagine più difficile. |

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CRITICA:"Chissà se
Salvatores pensa, come ai tempi di 'Mediterraneo', di
dedicare i film a chi fugge? Certo è che del cinema ha
conservato un'idea di sperimentazione e di viaggio di
ricerca. Scegliendo questa volta il genere noir, sulla
base (fedelmente ma anche liberamente) del primo romanzo
delle edizioni 'Colorado' da lui stesso promosse (di
Grazia Verasani, stesso titolo), ha voluto intanto dire
che ogni mezzo espressivo, anche il più apparentemente
indiretto, e forse più del realismo spicciolo, è buono
per parlare di noi. Le identità, le responsabilità, le
colpe, i rimorsi, paternalità irrisolte e condizione
filiale tradita, la verità. Non questioni da
poco." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 27
maggio 2005) |
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VENERDì 5 AGOSTO
ORE 21,00 Casa Maoddi |
| Tre
metri sopra il cielo |
L.Lucini |
| Babi
e Step provengono da due realtà completamente diverse.
Lei ha 18 anni, è una studentessa modello, ha un buon
rapporto con i suoi genitori e ha tanti amici tra cui
Pallina, quella a cui è più legata e a cui confida
tutto. Step ha 19 anni è un tipo violento che passa il
suo tempo tra corse di moto clandestine e piccoli furti,
e i suoi amici, anche Pollo, il suo migliore amico, sono
tutti teppisti. Babi e Step si incontrano per caso e
nonostante le differenze si innamorano. La loro storia
va avanti per circa un anno, ma inevitabilmente crescono
seguendo strade differenti e sono destinati a lasciarsi,
anche se questa storia d'amore rimarrà per sempre nei
loro ricordi... |

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| TRAMA:"In
un mix sovrabbondante di memorie, da 'Terza liceo' ai
'Dolci inganni', a 'Gioventù bruciata' ecco la storia
di amore tra la borghesina Babi, studentessa modello che
si imbatte in un principe poco azzurro di nome Step, di
indole teppista clandestino su moto. (...) Sviluppando
con qualche inevitabile ripetizione la materia
presumibilmente vera dell'introvabile libro, ora edito
da Feltrinelli, dell'ex teen ager Federico Moccia, il
regista Luca Lucini, esperto in video clip di Ligabue e
Pausini, tv e spot, evita il montaggio pubblicitario.
Racconta con ritmo sostenuto e modi tradizionali, spesso
notturni, un mondo dove tutti, specie gli adulti, sono
stereotipati come in un manuale sociologico. Azzecca il
cuore dei personaggi, grazie ad attori
psicosomaticamente in parte, sia Riccardo Scamarcio che
Katy Louise Saunders, sia Mauro Meconi che Maria Chiara
Augenti, senza temere di costeggiare il melò, spiegando
che anche i famosi giovani 2000, con l'infelicità a
portata di mano, volendo sognano e hanno bisogno di
illusioni ed emozioni romantiche." (Maurizio Porro,
'Corriere della Sera', 13 marzo 2004 |
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VENERDì 12 AGOSTO
ORE 21,00 Casa Maoddi |
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Non
aver paura |
Regia
A. Longoni |
| TRAMA:Laura
e Franco sono una coppia separata con un figlio di nove
anni, Luca. I due genitori non riescono ad appianare i
loro problemi e le loro divergenze e a farne le spese è
il piccolo Luca, che per vincere le proprie paure si
inventa un amico immaginario, Tommi. A complicare le
cose interviene un cliente di Laura - che per guadagnare
qualche soldo in più lavora, all'insaputa dell'ex
marito, per una 'hot line' - che, con le sue fantasie
violente nei confronti dei bambini, minaccia lei e Luca.
La donna, pedinata da un uomo misterioso, minacciata dal
cliente e, dal momento che Franco ha scoperto la sua
occupazione, a rischio di perdere la tutela del figlio
decide di fuggire e nascondere il piccolo Luca... |

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| CRITICA"'Non
aver paura' di Angelo Longoni è un giallo psicologico
sull'amore, che non riesce più a sconfiggere la paura e
una storia a favore dell'infanzia. Un progetto pieno di
buone intenzioni. Ma, se gli attori hanno fatto un buon
lavoro rendendo credibili i personaggi, il film finisce
con il mettere un po' troppa carne al fuoco: i pedofili,
le hot-line, i divorzi devastanti, i bambini vittime dei
giochi degli adulti... Mette a fuoco bene, però, i
rischi che si corrono quando si è disperatamente alla
ricerca di una rivincita e quanto la paura possa rendere
manipolabili e fragili." (Roberta Bottari, 'Il
Messaggero', 6 maggio 2005) |
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VENERDì 19 AGOSTO
ORE 21,00 Casa Maoddi |
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Quando
sei nato non puoi più nasconderti |
Regia
A. Longoni |
| TRAMA:Sandro
ha dodici anni e una vita spensierata in una piccola
cittadina di provincia. Un giorno, durante un viaggio in
barca nel Mediterraneo con il padre, cade in acqua e non
riescono a raggiungerlo prima che sparisca tra le onde.
Viene ripescato da uno scafo su cui sono imbarcati dei
clandestini che fanno rotta verso l'Italia, sperando in
una vita migliore e nel miraggio di un lavoro per poter
mantenere le loro famiglie. Tra gli emigranti ci sono
due fratelli rumeni, Radu e Alina. Hanno la stessa età
di Sandro e tra i tre ragazzi si stringe un rapporto che
somiglia sempre più ad un'amicizia, nonostante le
diversità e la lingua diversa. Sandro si sente vicino a
loro, e soprattutto ad Alina, così bella ai suoi occhi
di adolescente. E' l'età adulta che irrompe nella sua
vita, mostrandogli lo squallore e la crudezza della
realtà e costringendolo a guardare il mondo con occhi
diversi... |

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CRITICARimossi
con 'La meglio gioventù' i suoi anni ' 70, Giordana
offre un film su essere e apparire, sulla convivenza,
sulla multimedialità dei sentimenti. Vuole soprattutto
spiazzare: niente pregiudizi e stereotipi, tutto è da
conoscere e reinventare, anche a rischio di sacrificare
un po' di snobismo ed emotività per raccontare daccapo,
con un cast eccezionale, come sta cambiando l'
Italia." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera, 14
maggio 2005)
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VENERDì 26 AGOSTO
ORE 21,00 Casa Maoddi |
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Passaggi
di tempo |
Regia
di G.Franco Cabiddu |
| TRAMA:E'
la sintesi di un'avventura artistica ed umana di un
gruppo di amici, musicisti e uomini di spettacolo, che
dura ormai da dieci anni. Il gruppo, stimolato dal
ritrovamento di materiali inediti dell'archivio del
LUCE, raccontano di una terra meravigliosa e scomparsa.
Attorno al materiale ritrovato nasce uno spettacolo
musicale che da anni viene replicato in Italia e nel
mondo. |

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CRITICA:
Possiamo perdere tutto quello che abbiamo,
tranne la nostra identità, il nostro passato. E
'Passaggi di tempo', di Gianfranco Cabiddu, è un invito
a ricordarci chi siamo. Un viaggio, un diario di bordo
ma soprattutto un'avventura umana, per raccontare il
concerto 'Sonos 'e memoria', a partire dalle immagini
mute dell'Istituto Luce, che mostrano una Sardegna
diversa. Il regista va a scovare i musicisti nel proprio
ambiente e si confronta con la necessità di andare
oltre il folklore, per trovare una sonorità che, senza
tradire le radici, possa convivere con musica colta e
jazz. Ognuno recita se stesso, ognuno ha un aneddoto, un
ricordo. (...) Ma si vedono anche i grandi concerti e i
musicisti internazionali, come Uri Caine, Gerardo Nunez,
Ernst Raijsenger, in jam session che lasciano il segno.
In un montaggio che emoziona e grida l'orgoglio di un
popolo." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 25
febbraio 2005)
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VENERDì
2 Settembre ORE 21,00 Casa Maoddi |
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Saimir |
Regia
di Francesco Munzi |
| TRAMA:Saimir
è un ragazzo albanese che mal digerisce le attività
illegali di suo padre Edmond, che sta cercando di
costruirsi una vita migliore in Italia grazie ai
guadagni del traffico di clandestini. Cionostante,
Saimir è incapace di ribellarsi alla logica e
all'autorità paterna finchè non scopre che Edmond si
è spinto oltre, al punto da introdurre in Italia una
minorenne da avviare alla prostituzione. Allora Saimir
sarà costretto ad una scelta estrema… Ci si può
ribellare al "destino"? Si può scegliere di
essere diversi? A che prezzo? |

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CRITICA: A
Venezia '61, nella sezione Orizzonti arriva anche il
primo lungometraggio di Francesco Munzi, classe '69,
diploma di regia al Centro Sperimentale di Roma.E per
questo su debutto sceglie di raccontare una storia
fitta, fitta di argomenti. Talmente che in alcuni
momenti cade nella superficialità e nel didascalico. Ma
il racconto del giovane albanese Saimir e di suo padre
che trasporta immigrati d'ogni età e per ogni scopo,
resta comunque una buona prova di debutto. Saimir ha
sedici anni ed è albanese. Vive in una squallida
periferia sul lungomare laziale. Aiuta il padre nel
traffico di clandestini, e pur desiderando una vita
normale non riesce a ribellarsi apertamente e mostra
solo insofferenza e impazienza. Si sforza di stabilire
un rapporto d'affetto con una coetanea italiana, ma il
suo senso di inadeguatezza è troppo forte e sbaglia
tutto. Nel tentativo di cambiare il percorso della
propria vita si lascia persino coinvolgere in un furto
da un gruppo di amici Rom. Una piccola criminalità che
potrebbe irretirlo se non sentisse così forte il
disgusto per ciò che è diventato suo padre e il timore
di diventarne la copia. Sarà il volto tragico di una
minorenne introdotta illegalmente per il giro della
prostituzione che farà esplodere in Saimir tutta la sua
rabbia e violenza.
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