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Tutto
il programma |
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LA BESTIA NEL
CUORE |
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ARRIVEDERCI
AMORE
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| SECONDA
NOTTE DI NOZZE |
| NOTTE
PRIMA DEGLI ESAMI |
| IL
MIO MIGLIORE NEMICO |
| ROMANZO
CRIMINALE |
| IL
CAIMANO |
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LA
PRO-CIV GAVOI - IL COMUNE DI GAVOI ORGANIZZANO:
FESTIVA DEL CINEMA ITALIANO
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VENERDì
21 APRILE ORE 21,00 ITC C.FLORIS |
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"LA BESTIA NEL
CUORE" |
Regia
di Cristina
Comencini. Con Giovanna
Mezzogiorno, Alessio
Boni, Stefania
Rocca, Angela
Finocchiaro, Giuseppe
Battiston, Luigi
Lo Cascio, Francesca
Inaudi.
Drammatico
, colore |
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È stata violata Sabina, come Daniele,
suo fratello, prima di lei. Abusata dal padre,
condannata dal silenzio della madre. Ma Sabina tutto
questo non lo sa, non lo sa ancora mentre, nella sala di
doppiaggio, dove lavora, presta la sua voce a una
giovane donna stuprata in un film per la televisione.
Urla, Sabina, si difende al microfono e subito dopo
torna a sorridere al collega che le ansima accanto. Ma
poi una notte, dentro un sogno, accade una cosa
terribile e Morfeo la consegna all'orrore di un fatto
rimosso. |

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Altre recensioni della redazione di
MyMovies:
» Alessandro
Regoli
Alessio Boni è Giorgio Pellegrini, un extraparlamentare
inseguito da un mandato di cattura per azione
sovversiva. Durante la fuga scopre il piacere di
uccidere e tradire i suoi ex compagni con l’obbiettivo
di liberarsi dei fantasmi del passato.
Tratto da un omonimo romanzo di Massimo Carlotto,
Arrivederci amore, ciao segna il ritorno alla regia
cinematografica di Michele Soavi dopo numerose [...]
Recensioni delle maggiori testate gioralistiche:
» Claudio
Carabba (Corriere della Sera)
I migliori film (romanzi) italiani dell’anno sono neri
e criminali. La morale è cupa: solo i peccatori si
salveranno. In Arrivederci amore, ciao Michele
Soavi si ricorda della sua gioventù horror e dipinge a
tinte forti un giallo di Carlotto sulla crudele ascesa
di un ex terrorista (Alessio Boni) che studia da ricco
borghese. Nei panni di un poliziotto corrotto Placido
pensa al commissario [...]
» Maurizio
Porro (Il Corriere della Sera)
Ha ragione Michele Soavi: erano morti viventi, ora sono
vivi morenti. Non solo l' ex terrorista guerrigliero '
70 (dal libro di Carlotto), che torna a casa e tenta, da
spione, di rifarsi una verginità e vincere nel Nord
est, insospettato «mostro». Infami sono gli accordi
col poliziotto corrotto che Michele Placido rende
superbo e volgare, di malvagità elisabettiana, come
Volontè in Indagine. Lo sp [...]
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IL PROGRAMMA
ESTATE 2005 |
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VENERDì
28 APRILE ORE 21,00 ITC C.FLORIS |
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"ARRIVEDERCI
AMORE" |
Regia di Michele
Soavi. Con Alessio
Boni, Isabella
Ferrari, Michele
Placido, Carlo
Cecchi, Alina Nedelea, Michele Soavi, Lorenzo
Favella.
Azione
, colore, 107 min |
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Trama:L’ex
terrorista Giorgio Pellegrini ha deciso di abbandonare
la propria militanza rivoluzionaria, in cui non ha mai
veramente creduto: per rifarsi una vita e liberarsi
dall’ombra del passato, vende i suoi vecchi compagni
in cambio di un forte sconto di pena; uscito di galera,
ossessionato dalla riabilitazione, insegue una
paradossale ascesa verso la rispettabilità esercitando
ricatti, sfruttando donne, compiendo azioni criminali di
ogni specie – protetto e incoraggiato dall’ipocrisia
di un Nord-Est fin troppo compiacente. Ma sempre sotto
la minaccia del corrotto Anedda, ispettore della Digos,
che lo tiene in pugno con le prove della sua antica
colpevolezza. Finché arriva il giorno del regolamento
dei conti... |

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Maurizio
Porro (Il Corriere della Sera)
La famiglia negata va forte nel cinema italiano d'oggi.
In non casuale coppia con Faenza, ecco l'appassionante
cronaca familiare della Comencini reduce da Venezia con
il premio agli occhi dolcemente sgranati della brava
Mezzogiorno. Lei e il fratello Lo Cascio sono stati
molestati da piccoli dal padre intellettuale: portano la
ferita non cicatrizzata, solo un nuovo parto calma le
acque. Equilibrio [...]
» Tullio
Kezich (Il Corriere della Sera)
Nell' introduzione alla sceneggiatura di La bestia nel
cuore (Marsilio), la regista Cristina Comencini autrice
anche del romanzo originario (Bompiani) propone una
metafora efficace: «L' idea di girare un film da un mio
libro mi sembrava come rientrare dalla porta di servizio
in una casa amata, in cui avevo vissuto in completa
libertà per due anni». Questa sensazione di familiarità
furtiva è [...]
» Natalia
Aspesi (La Repubblica)
C’è un babbo, pur professore, in pigiama che ogni
notte s’accosta al figlioletto addormentato e si
immagina che gli faccia brutte cose; e un paio di volte,
con terrorizzanti effetti musicali, abbraccia con le
peggiori intenzioni anche la figlia davvero piccina,
mentre la mamma, pure lei professoressa, fa finta di
niente, sferruzza, corregge i compiti.
Sarà pure un cupo sogno da indigestione, [...]
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VENERDì
5 MAGGIO ORE 21,00 Casa Maoddi |
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"Seconda
notte di nozze"
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Regia
di Pupi
Avati. Con Antonio
Albanese, Neri
Marcorè, Katia
Ricciarelli, Angela
Luce, Marisa
Merlini, Robert
Madison, Tony Santagata, Manuela
Morabito, Sandro
Dori, Mia
Benedetta, Valeria
D'Obici, Pino Calabrese.
Commedia
, colore, 103 min |
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TRAMA
Secondo dopoguerra. Rimasta vedova e in difficoltà
economiche, Liliana è costretta ad abbandonare Bologna
insieme al figlio Nino, ladro per istinto. In Puglia c'è
lo zio mai conosciuto che possiede qualche avere ed è
stato a lungo ricoverato in manicomio e Nino convince la
madre a traslocare da lui. Liliana, accolta nella
masseria del fragile Giordano, cognato un tempo
innamorato di lei, finirà per risvegliare antiche
passioni e odi sopiti. Le vecchie zie di Giordano,
Suntina ed Eugenia, ostili da tempo alla famiglia di
Liliana, non le renderanno la vita facile |

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RECENSSIONI:
Tullio
Kezich (Il Corriere della Sera)
Ambientando l' azione nel 1947, Pupi torna al panorama
italiano del dopoguerra, tra fame e degrado, viaggi
disagiati e bombe inesplose. Neri Marcoré con la madre
vedova Katia Ricciarelli se la passano male a Bologna,
tanto che la donna decide di scrivere al cognato Antonio
Albanese di Torre Canne in Puglia. Traumatizzato dopo
aver assistito alla morte di una bimba, il poveretto
rischia tutti i gio [...]
» Natalia
Aspesi (La Repubblica)
Il film di Pupi Avati è la terza e ultima opera
italiana di questa Mostra, la meno pretenziosa, la più
carina, ed è tratta da un suo piccolo romanzo dallo
stesso titolo. (Oscar Mondadori). Chi c’era, in quel
primo dopoguerra tanto lontano, ha dimenticato, a chi
non c’era pare forse esagerata tanta penuria: quando
era ancora una conquista soddisfare quotidianamente i
bisogni primari, un riparo se n [...]
» Paolo
D'Agostini (La Repubblica)
Tutti e tre i film italiani scelti per concorrere al
Leone d’oro sono tratti da romanzi italiani
contemporanei. Due su tre sono tratti da romanzi degli
stessi registi che poi li hanno trasformati in film. Fra
i tre è La seconda notte di nozze di PupiAvati
(film e libro: edito da Mondadori) il più misterioso.
Quello di cui si sa meno, quello sul quale l’autore è
rimasto sinora più abbottonat [...]
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VENERDì
12 MAGGIO ORE 21,00 ITC C.FLORIS
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"NOTTE
PRIMA DEGLI ESAMI"
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Regia
di P.Sorrentino |
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TRAMA Giugno
1989. Gli esami di maturità. Avere vissuto in quegli anni
è come viverli adesso, solo, vent'anni dopo. Le emozioni
adolescenziali sono intense, la musica del tempo resterà la
tua musica, le ragazze che rappresentano i primi amori
vivranno nella leggenda, i disastri e le imprese acerbe si
insinueranno nelle storie che si racconteranno da adulti. È
un imprinting, un segno indelebile, marchio di fabbrica
nella personalità di ciascuno che rivivrà ogni qualvolta
viene toccato, anche con la punta di uno spillo. Fausto
Brizzi, regista e co-autore di Notte prima degli esami
sapeva di realizzare un film dedicato agli adolescenti e
inconsciamente di pensare a chi adolescente è stato due
decenni prima.
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CRITICA: » Alessandro
Regoli
Estate anni ottanta: Luca e i suoi amici stanno
preparando gli esami di maturità, ma una serie di
disavventure finiranno per distrarli dallo studio. La
notte prima degli esami, una serie di eventi cambierà
la vita dei protagonisti. Il giorno dopo nessuno sarà
più lo stesso.
Interpretato da giovani attori, alcuni dei quali
esordienti, questa commedia generazionale che vede nel
cast anche Gi [...]
Recensioni delle maggiori testate gioralistiche:
» Claudio
Carabba (Corriere della Sera)
Turbamenti e pene d’amore di piccoli liceali alla
vigilia della maturità, nella Roma 1989. Tenero e
astuto, Fausto Brizzi ripensa alle vecchie canzoni e
costruisce la dolce tela di Notte prima degli esami.
Alle sue spalle ci sono i baci di Muccino, ma anche la
scuola in bianco e nero di Emmer (Terza liceo) e persino
il college selvaggio di Landis & Belushi. In mezzo a
studenti giovani e car [...]
» Maurizio
Porro (Il Corriere della Sera)
Roma, giugno 1989, la notte prima degli esami di maturità,
titolo di Venditti: un gruppo di ragazzi si prepara tra
caffè forte, casini di cuore e famiglia, corse,
innamoramenti e amori, vendette verso un povero prof.
carogna che è un buon reduce frustrato di Woodstock e
del ' 68 (caratterizzazione di Giorgio Faletti in
forma). Piccoli interni di famiglia di un orribile
decennio all' italiana, gli [...]
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VENERDì
19 MAGGIO ORE 21,00 ITC C.FLORIS |
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"IL
MIO MIGLIORE NEMICO"
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Regia di Carlo
Verdone. Con Carlo
Verdone, Silvio
Muccino, Ana
Caterina Morariu, Agnese
Nano, Corinne Jiga, Paolo
Triestino, Sara
Bertelà, Leonardo Petrillo.
Commedia
, colore, 100 min.
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TRAMA:Tra
le note di regia pubblicate sul pressbook che accompagna
il suo nuovo film, leggiamo: "Vorrei che Il mio
miglior nemico potesse essere considerato tra i
migliori film di Carlo Verdone: sette stesure,
praticamente un anno e tre mesi dedicati interamente al
lavoro di scrittura, un copione di 130 scene. Non mi
perdonerei di sbagliare un film costato così tanta
fatica: ma non lo sbaglierò".
In effetti dobbiamo concordare nel giudizio con il
regista, che con questo film firma un road-movie dai
toni tragi-comici, la cui struttura poggia sullo
scontro/incontro tra due personaggi: Achille, un padre
di famiglia che ha perso nel tempo il contatto coi
propri cari, e Orfeo, un ragazzo che, convinto di aver
subito un torto dal primo, decide di vendicarsi,
rovinandogli l'esistenza. Se i loro nomi rimandano a
gesta eroiche e ad amori intensi e disperati, le loro
azioni sono invece sanguigne e pragmatiche.
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CRITICA:» Alessandro
Regoli
Achille De Bellis (Carlo Verdone) è il top manager di
un’importante catena alberghiera di proprietà di sua
moglie Gigliola (Agnese Nano) e di suo cognato Guglielmo
(Paolo Triestino). Quando Achille licenzia per furto
Annarita (Sara Bertelà), Orfeo (Silvio Muccino),
convinto che sua madre sia stata accusata ingiustamente,
decide di vendicarla. L’incontro/scontro tra Achille e
Orfeo manderà in cr [...]
Recensioni delle maggiori testate gioralistiche:
» Claudio
Carabba (Corriere della Sera)
Verdone è uno dei mattatori capitali del cinema
italiano moderno; su questo non ho dubbi. Ed è
ragionevole che a 55 anni abbandoni le maschere ruggenti
e pieghi, sempre di più, verso il «malinconico». Però
la trovata base di Il mio miglior nemico, con
l’incontro-scontro fra un maturo borghese, non privo
di vizi, e un ragazzaccio, sbandato ma non senza virtù,
è schematica e mal sviluppata. V [...]
» Maurizio
Porro (Il Corriere della Sera)
Già premiata dal pubblico, questa tragicommedia
all'italiana prova la straordinaria bravura dell' attore
Verdone che fa brillare in ogni sfumatura, anche la più
perfida, la maschera del borghese acquisito e poi
ricacciato verso una classe inferiore in compagnia di un
ragazzo sensibile, edipico, giustiziere e casinaro.
Metamorfosi totale e frettolosa in un road movie che
alterna la voglia di ridere [...]
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VENERDì
26 MAGGIO ORE 21,00 ITC. C.FLORIS |
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"ROMANZO
CRIMINALE"
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Regia
di Michele
Placido. Con Stefano
Accorsi, Kim
Rossi Stuart, Anna
Mouglalis, Claudio
Santamaria, Pierfrancesco
Favino, Riccardo
Scamarcio, Jasmine
Trinca, Diego
Abatantuono, Gianmarco
Tognazzi, Elio
Germano.
Drammatico
, colore, 150 min.
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TRAMA: Il
Libanese ha un sogno: conquistare Roma. Per realizzare
quest'impresa senza precedenti mette su una banda
spietata ed organizzata.
Le vicende della banda e dell'alternarsi dei suoi capi
(il Libanese, il Freddo, il Dandi) si sviluppano
nell'arco di venticinque anni, intrecciandosi in modo
indissolubile con la storia oscura dell'Italia delle
stragi, del terrorismo e della strategia della tensione
prima, dei ruggenti anni '80 e di Mani Pulite poi. Per
tutto questo tempo, il commissario Scialoia dà la
caccia alla banda, cercando contemporaneamente di
conquistare il cuore di Patrizia, la donna del Dandi |

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:Claudio
Carabba (Corriere della Sera)
La ballata (selvaggia) del Libanese, il Freddo e il
Dan-di, i cattivi ragazzi che sconvolsero Roma alla fine
degli anni ‘70: li chiamarono la banda della Magliana.
Partito da un bel libro del giudice-scrittore De
Cataldo. Placido affronta con Romanzo criminale i
grovigli segreti della storia d’Italia e le tempeste mélo
della malavita. Lo stile mescola il «poliziottesco»
all’epica di Leone, [...]
» Maurizio
Porro (Il Corriere della Sera)
La storia della banda della Magliana vista come un
poliziesco sociale dal regista Michele Placido, più che
mai Cattani: la piovra della Roma sud anni 70 è
micidiale, entra in contatto con le stragi destrorse di
allora, costeggia il caso Moro. Il film, dal libro di De
Cataldo, ha un ritmo elettrico che non c' entra né con
la vita né con la letteratura, ma con la pasta degli
incubi del cinema. Un pu [...]
» Tullio
Kezich (Il Corriere della Sera)
«Il delitto è una forma sinistra della lotta per la
vita» filosofeggiava Louis Calhern, l’avvocato dei
gangsters nel classico Giungla d’asfalto di John
Huston. A ripensarci, questo non è solo un granello di
saggezza, ma la chiave per capire tutto il cinema
americano sulla malavita, da Hawks a Coppola e a
Scorsese.
Ovvero la capacità di far sentire allo spettatore che
quei delinquenti [...]
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IL CAIMANO |
REGIA
Nanni
Moretti
SCENEGGIATURA
Nanni
Moretti, ...
PROTAGONISTI
Silvio
Orlando
Michele
Placido
Margherita
Buy
Jasmine
Trinca
Elio
De Capitani |
| TRAMA:
Paolo Bonomo è un produttore di
B-Movies che sta attraversando un momento
particolarmente difficile: sta per separarsi da sua
moglie Paola e la sua casa di produzione sta per
fallire. Un giorno riceve la sceneggiatura di un film
su Silvio Berlusconi scritta da una giovane regista,
ed accetta di produrlo...
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| LA
CRITICA:
Lasciamo perdere Berlusconi,
lasciamo perdere i girotondi e parliamo di cinema.
Parliamo de Il
Caimano. Come si può scindere la sostanza politica
e la rilevanza contenutistica da un film
indissolubilmente politico, ci si chiederà? Parlare di
cinema significa non parlare di politica? Assolutamente
no! Semplicemente, nel nuovo film di Nanni
Moretti l'urgenza politica - rivendicata, necessaria
e caratteristica dell'autore - è valida, forte, lucida
e rigorosa, ma passa in secondo piano rispetto alla
sorprendente fattura qualitativa del suo attesissimo
ritorno dietro la macchina da presa. Ed eccoci quindi
costretti a fronteggiare un paradosso assoluto: in un
Paese come il nostro dove il cinema purtroppo da tempo
ha rinunciato a raccontare la scomodità del quotidiano,
le malefatte economiche, il malgoverno e la deriva
culturale che ci attanaglia (mentre gli americani cattivi,
giova ricordarlo, permettono che la star George
Clooney punti il dito prima sul maccartismo per poi
mettere il suo faccione ingrassato nel durissimo Syriana),
quando abbiamo tra le mani un prodotto che la indaga,
questa nostra contemporaneità, ed anche con una
profondità inusuale, ci sentiamo di spostare
l'attenzione sul valore eminentemente cinematografico più
che sul contenuto politico.
Chi sia Moretti, da dove provenga e cosa ama raccontarci
d'altronde lo sappiamo un po' tutti. Piuttosto a
sorprendere è la speranza che in lui ha riposto molto
nostro cinema (registi come Virzì, Sorrentino e
Mazzacurati scelgono in pratica la delega politica con i
loro divertenti camei) come d'altronde quella metà del
Paese che - sollecitata dal Moretti personaggio pubblico
- lo investe di significati pre-elettorali .
Fortunatamente, il regista pare non curarsene
eccessivamente, decidendo di raccontare con acume e
malinconia una storia che galleggia mirabilmente in
quella feconda cesura tra pubblico e privato, secondo le
coordinate che da sempre contraddistinguono il suo
cinema. Sono i risultati a sorprendere; in primis la
maturità stilistica dell'uomo Moretti, la godibilità
della messinscena, la piacevolezza della confezione.
Il caimano, quindi, prima che un film su
Berlusconi o sulla nostra Italietta sbandata e forcaiola
è il racconto di un piccolo uomo in crisi: un
produttore di cinema bis italiano che scomparso dalle
scene cerca di riemergere dal grigiore del suo privato
imbarcandosi nel film sul nostro Presidente del
Consiglio. Peccato però che Bruno (questo il nome del
personaggio interpretato convincentemente da Silvio
Orlando) sia solo un arruffone simpaticamente
qualunquista in cerca di riabilitazione, più che un
produttore impegnato. La sceneggiatura, propostagli da
una giovane ragazza di sinistra incontrata alla rassegna
sui suoi vecchi film, lui non l'ha proprio letta, o
meglio l'ha solo sommariamente sfogliata, ma visto che i
soldi non ci sono più, la moglie vuole lasciarlo e non
è proprio tempo di sequel per il suo Maciste contro
Freud, perché non accettare la sfida? E soprattutto chi
interpreterà il ruolo del protagonista, il caimano?
Nel cinema il dosaggio degli elementi è tutto. Gioco
forza che il grande pregio de Il caimano sta nel
proficuo equilibrio tra le tre dimensioni esplicitate
nella pellicola: quella politica, quella cinematografica
e quella privata. È quest'ultima però che sorprende
nettamente per la notevole intensità e potenza che la
contraddistingue. Corpus così autonomo da radicalizzare
il contrasto con l'elemento politico, fino a
sovrastarlo. Moretti ci mette dell'autobiografico, è
ovvio, ma lo fa con sobrietà e classe, disseminando con
grande consapevolezza il percorso esistenziale del
protagonista di sottolineature di rara struggenza e
sincerità, riuscendo perfino a commuovere senza cader
nella retorica o nella banalità. La sua è una regia
sicura ed elegante che non necessita del suo personaggio
per accentrare l'attenzione. Affidando a Orlando il
ruolo di suo alter ego sui generis, Moretti si ritaglia
solo un piccolo spazio, poco invadente ma molto
significativo. È sua infatti la conclusione fugacemente
e significativamente fantapolitica, nei panni di un
caimano che cambia ancora pelle dopo la rinuncia vile di
un Michele
Placido dalla lodevole autoironia caricaturale. Un
caimano ormai sopraffatto da se stesso e dalla sua
stessa irrappresentabilità.
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il WebMaster
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