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Articoli
sul premio |
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Articolo
Unione |
G.
di Sardegna |
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Edizione
2005 |
Programma
2006 inverno |
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Programma
2006 Estate |
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La
commissione
del Premio
Tumbarinu d'Argento |
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Presidente
Salvatore
Mereu
PROFESSIONE:
Regista |

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Valeria
Golino
PROFESSIONE:
Attrice, Produttrice, Compositrice |
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Gianfranco
Cabiddu
PROFESSIONE:
Regista |

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Francesco
Munzi
PROFESSIONE:
Regista |
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Assessore alla
Cultura al
Comune di Gavoi
GRISTOLU |
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L’ITALIA
SI RACCONTA CON I SUOI FILM.
SGUARDI
DI CINEMA ITALIANO.
FESTIVAL
DI GAVOI 2006 DEL CINEMA ITALIANO - VI EDIZIONE PREMIO
TUMBARINU D’ARGENTO DAL 14 LUGLIO AL 2 SETTEMBRE
ORE 21.00 – CORTILE CASA MAODDI -
Gavoi
film festival compie 6 anni e si lega al cinema meno
visibile di impegno sociale e civile, come punto di forza
nella battaglia delle idee nel panorama del cinema italiano.
Nel cuore della Barbagia è meta di artisti del nostro
cinema.
Anche
la storia di Gavoi inizia in sordina, uno dei tanti comuni
dell’interno, poco meno di tremila abitanti e appena mille
famiglie; ci sono i protagonisti: un’associazione di
volontariato l’ARCI, con il patrocinio
dell’amministrazione comunale, il consorzio per la
pubblica lettura “S.Satta”, il bacino imbrifero montano,
l’Università della terza età, l’Assessorato alla
Cultura della Provincia di Nuoro e Sardegna Solidale.
In
questi luoghi diventati famosi per le patate, il formaggio
“fiore sardo”, la quiete e le bellezze naturali, nel
2000 nasce l’idea del festival di un cinema che affronti
liberamente le questioni italiane, per vedere il nostro
mondo in una dimensione più aperta, speranza per le nuove
generazioni.
All’idea
dell’ARCI si aggiunge ben presto la partecipazione di
tanti artisti: arriva l’adesione convinta di Fabio Olmi,
direttore di fotografia e membro di giuria, di Salvatore
Mereu, regista e presidente della giuria, di Gianfranco
Cabiddu, regista, di Francesco Munzi, regista, e
di Valeria Golino, attrice.
Diviene
chiara l’esigenza di continuare e creare un appuntamento
che sia importante per la nostra isola, dove possano trovare
spazio le esperienze di produzione artistiche, mortificate
dalla distribuzione intorno ad un cinema italiano con forte
connotazione di impegno sociale e civile. Un’esperienza
unica, anche per qualità e partecipazione, contrassegnata
dalla volontà di far ripartire le sale nei piccoli comuni
per garantire il pluralismo, nella consapevolezza che il
cinema ha svolto dal dopoguerra in poi un ruolo di denuncia
sociale e ha aiutato la lotta per i diritti e le conquiste
politiche e civili; così, il nostro piccolo comune ha
iniziato ad ospitare i suoi protagonisti: attori, registi,
sceneggiatori, fotografi…che in vario modo da sempre
partecipano alla realizzazione del cinema come opera
collettiva, per i contenuti sociali, lo spirito di denuncia,
i temi dell’infanzia negata, dell’ecologismo, del
pacifismo e dell’integrazione. In questi anni migliaia di
persone sono stati spettatori entusiasti di questo festival,
il successo della rassegna racconta l’impegno di quanti, a
titolo volontario, si prodigano con pochi mezzi e molto
entusiasmo cercando di diffondere la cultura del nostro
cinema.
Gavoi,
lì 07/07/2006
Gruppo cinema Gavoi
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LA
PRO-CIV GAVOI - IL COMUNE DI GAVOI ORGANIZZANO:
FESTIVA DEL CINEMA ITALIANO
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VENERDì
14 Luglio - ore 21,00 Casa Maoddi |
Anche Libero Va Bene
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Un film di Kim Rossi
Stuart. Con Kim
Rossi Stuart, Barbora
Bobulova, Alessandro Morace, Marta Nobili. Genere Drammatico,
colore, 108 minuti. Produzione Italia 2005. |
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Tommi ha undici anni e vive con il
padre Renato e la sorella Viola. Renato non perde
occasione per cercare di forgiare il figlio ad
affrontare le avversità e le sfide che la vita presenta
ogni giorno, mentre Viola non perde occasione per fargli
scherzi e dispetti ma, nonostante tutto, i tre riescono
a condurre un'esistenza tranquilla con momenti di puro
divertimento e serenità. Tutto ciò dura solo fino al
ritorno di Stefania, la mamma dei due ragazzi, una donna
dal carattere instabile che ha abbandonato più volte la
famiglia...
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A vent'anni si era presentato al
suo attuale agente con un copione sotto il braccio.
Voleva fare lo sceneggiatore. Oggi, a 35 anni, uno degli
attori più belli e più amati Kim Rossi Stuart debutta
dietro la macchina da presa in Anche libero va bene,
al cinema da venerdì e a Cannes alla Quinzaine des Rèalisateurs.
Storia di un ragazzino, Tommaso (il bravissimo
Alessandro Morace alla prima apparizione sullo schermo),
e della sua famiglia difficile. La madre (Barbora
Bobulova) va e viene di casa, lacerata tra l'amore per i
figli e il desiderio di fuga, il padre (lo stesso Kim)
ha grossi problemi economici e improvvisi scoppi d'ira e
la sorella adolescente è in piena esplosione ormonale e
non fa che stuzzicarlo.
''Potremmo dire che questo film è la storia d'amore
tra un uomo e suo figlio o la storia di due uomini
innamorati della stessa donna - dice Kim Rossi Stuart -
Ho cercato di rendere questi genitori persone attuali
con problematiche reali, non volevo dei "cattivi
genitori". Ho cercato di seguirli e amarli:
Stefania non è solo una casalinga annoiata preda di
improvvise scappatelle, ma una donna con profonde
nevrosi e Renato ha molte debolezze: il classico
meccanismo di proiezione dei propri desideri sul figlio,
ma è anche capace di grande tenerezza. Non mi sento però
di dire che l'infanzia di Tommaso sia infelice; è dura,
complicata ma non credo che abbia un modello educativo
completamente negativo''.
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IL PROGRAMMA
ESTATE 2006 |
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VENERDì
21 Luglio - ore 21,00 Casa Maoddi |
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"La Guerra di
Mario" |
Un film di Antonio
Capuano. Con Valeria
Golino, Marco Grieco, Andrea
Renzi, Rosaria De Cicco. Genere Drammatico,
colore, 100 minuti. Produzione Italia 2005. |
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Trama:Mario
è un bambino di nove anni che il Tribunale dei Minori
ha sottratto alla famiglia perché considerato un
bambino difficile. Giulia e Sandro sono una coppia di
quarantenni che convivono da due anni, senza figli, che
decidono di chiedere in affidamento un bambino. Viene
dato loro Mario. Da quel momento la coppia va in crisi.
Giulia è favorevole a una crescita del bambino priva di
vincoli "educativi" mentre Sandro non riesce
ad accettare questo stato di cose. Mario verrà alla
fine sottratto alla coppia dal Tribunale ed affidato ad
un'altra famiglia.
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La
guerra di Mario
Quella di Mario è una guerra dei sentimenti dilaniati
da un'infanzia infelice trascorsa tra una madre naturale
inadeguata di pensarlo come un bambino bisognoso di
affetto e di attenzione e una nuova famiglia desiderosa
di colmare quel vuoto di amorevolezza ma incapace di
riuscirci con la necessaria ed indispensabile
naturalezza.
Antonio Capuano ("Pianese Nunzio, quattordici anni
a maggio") affronta il problema degli affidamenti
temporanei dei bambini provenienti da una famiglia
naturale che non può occuparsi di loro. Le
sfaccettature della questione, come è facile
immaginare, sono molteplici. Capuano, bisogna dire, pur
se in maniera in alcuni punti eccessivamente
didascalica, raggiunge un buon livello di profondità
nel raccontare la storia del piccolo Mario. I rapporti
tra il bambino e l'aspirante madre (ora dimessa ora
combattiva a cui dà il volto Valeria Golino) sono ben
delineati e ben si colgono le delicate, e fragili, trame
psicologiche che nascono tra di loro. Delicate e fragili
ma durissime, come un chiuso bozzolo al mondo esterno.
Sia esso rappresentato dal compagno di lei, o dal nugolo
della burocrazia controllante e controllata costituita
dal corpo insegnante di una scuola solo preoccupata di
mantenere la buona fama di un istituto della Napoli
bene, o dallo zelante lavoro di giudici minorili e
psicologhe operose.
Il regista sceglie una via semplice e poco ridondante
per raccontare il suo film. Nella lucida e sempre vigile
fotografia di Luca Bigazzi, riprende i suoi personaggi
senza fronzoli pur non abdicando totalmente a scelte più
estetiche come l'ottimo commento sonoro di Pasquale
Catalano o le colorite descrizioni di una napoletanità
che ha ormai ceduto il passo al karaoke e la cui
spontaneità naturale trascende in bieca volgarità.
Buone le interpretazioni degli attori. In particolare,
funziona l'alchimia tra il piccolo Marco Grieco nel
ruolo di Mario ed una ispirata Valeria Golino, madre non
madre, disposta a sacrificare tutto per questo figlio
non figlio.
Un film valido anche se sconta una certa lentezza solo
in parte lenita dalla poesia intrinseca ad alcuni
momenti dove la cronaca si stempera nei disperati
tentativi di Mario di accedere ad una realtà di serena
normalità.
La frase: "La scuola è un brutto carcere e
il carcere è una buona scuola".
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VENERDì
28 Luglio - ore 21,00 Casa Maoddi |
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"La Terra" |
Un film di Sergio
Rubini
Durata: h 1.52
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Dopo la morte del
padre, i rapporti tra quattro fratelli divennero molto
tesi e contrastanti, a causa di alcune questioni
riguardanti l'eredità. Quando diversi anni dopo, si
ritrovano nel paese natale le vecchie ferite ed i vecchi
rancori tornano a galla rianimando le discussioni... |

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VENERDì
4 Agosto - ore 21,00 Casa Maoddi |
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"L'estate
del mio primo bacio"
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Regia:
Carlo
Virzi'
Anno di produzione:
2006
Durata: 84'
Genere: Commedia
Paese: Italia
Produzione:
Riccardo Tozzi, Marco Chimenz, Giovanni Stabilini per
Cattleya e RAI Cinema
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Trama:
E’ l’estate del 1987. Camilla Randone, tredicenne di
famiglia facoltosa in villeggiatura all’Argentario, è
convinta che quella sarà l’estate del suo primo
bacio, a tutti i costi. Ed ecco che il destino le mette
davanti una magnifica preda: Adelmo Franci,
diciassettenne locale ingaggiato per pulire la piscina
della villa di famiglia. Fra telefonate anonime, bugie e
ricatti, Camilla, ancora immatura ma dalla personalità
già molto complessa, si troverà a manipolare il docile
Adelmo creando le migliori condizioni per quel primo
agognato bacio, che però tarda ad arrivare. E mentre
lei si macera nei patimenti amorosi e la radio suona
“Sembra un angelo caduto dal cielo”, proprio quello
che si sente Camilla, a casa Randone anche gli adulti
attraversano momenti delicati: come la mamma Giovanna,
che ha deciso di scrivere un romanzo autobiografico e
che è così distratta nei confronti della figlia; come
il papà Agostino, alle prese con la sua giovane amante
e incapace di risolvere la sua situazione con Giovanna.
Nessuno si accorge dei primi goffi ma teneri passi da
donna di Camilla nell’estate del suo primo vero grande
amore |

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RECENSSIONI:
Non è certo un caso che Carlo
Virzì (fratello musicista di Paolo)
abbia scelto gli anni ’80 per ambientare la sua
opera prima. Non solo perché L’estate del mio
primo bacio è tratto dal romanzo
semi-autobiografico Adelmo torna da me della
scrittrice Teresa
Ciabatti, ma anche perché sarebbe stato più
difficile raccontare la storia di una tredicenne di
oggi che, con lo stesso incanto e lo stesso candore
della sua Camilla, sogna di posare per la prima volta
le labbra su quelle di un ragazzo. Camilla (la
straordinaria Gabriella
Belisario) è una ricca ragazzina di città, con
una mamma cronicamente depressa (Laura Morante), un
padre (Andrea
Renzi) che ha un’amante molto più giovane di
lui (Regina
Orioli), una tata che le fa da nonna e confidente
e delle amiche frivole e viziate. Quando arriva
sull’Argentario per trascorrere le vacanze
nell’enorme villa di famiglia, decide che quella sarà
l’estate in cui finalmente darà il suo primo bacio.
E sceglie Adelmo (Jacopo
Petrini), un diciassettenne taciturno e di umili
origini incaricato di tenere pulita la sua piscina.
Per far colpo su di lui finge di essere più grande,
si atteggia a femme fatale sorseggiando succhi di
frutta e dispensa sguardi languidi da un materassino a
forma di coccodrillo. L’estate del mio primo
bacio è una commedia ironica e nostalgica su
come eravamo quando il telefonino era un miraggio
fantascientifico e per dire "mi piaci" a un
ragazzo ci si affidava a un bigliettino anonimo o a
un’amica compiacente. Ma c’è dell’altro.
Attraverso gli occhi di Camilla, e nella
contrapposizione tra il suo mondo e quello di Adelmo,
il regista getta uno sguardo su un’Italia che ancora
non aveva perso la propria innocenza. Il candore di
Camilla è quello del Bel Paese prima di conoscere
Tangentopoli. E come Camilla, anche l’Italia alla
fine non sarà più la stessa.
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VENERDì
11 agosto - ore 21,00 Casa Maoddi
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"I
Magi randagi"
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Un film di Sergio
Citti. Con Silvio
Orlando, Rolf
Zacher, Patrick
Bauchau, Gastone
Moschin. Genere Commedia,
colore, 130 minuti. Produzione Italia 1996. |
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Tre artisti di circo, senza circo e senza
animali girano i paesi facendo uno spettacolino grottesco:
ognuno di loro imita un animale coi relativi significati.
Accettano di fare i Re Magi in un presepe vivente. Si
immedesimano a tal punto nella parte che si mettono alla
ricerca della stella cometa. Un soggetto poetico con qualche
buon valore di partenza: non è casuale che questa fosse una
vecchia idea di Pasolini. La metafora è chiara, il nostro
paese così pieno di fantasia storica e naturale, travolto
da falsi valori che non gli appartengono, sarebbe costretto
al sogno. Apprezzamento per Bauchau, e anche per
l'onnipresente Orlando, finalmente in un ruolo adatto.
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CRITICA: »
Sergio si è voluto avvicinare a quel tipo di
ispirazione." aggiunge ancora il produttore. Girato
tra Venafro in Molise e Sperlonga il film si è avvalso
della collaborazione di Ennio Morricone
compositore delle musiche e di Danilo Donati
per i costumi e le scenografie. "Il titolo del film
era Amore per amore". ricorda
ancora Torelli "Solo il primo giorno di riprese ho
scoperto che Sergio gli aveva cambiato il titolo."
Il rapporto di amicizia di Citti con
Pasolini era distinto da quello di lavoro. "Sergio
sapeva bene di non dovere fare le cose di Pasolini.
Tutte le volte che ha tentato di mettersi nelle scarpe
di Pasolini ja fatto delle cose sbagliate
perdendo la sua freschezza e la sua poesia." spiega
David Grieco "Ogni tanto mi
chiedeva: Pier Paolo come l'avrebbe fatta? E la mia
risposta era sempre la stessa: "Non ci pensiamo
proprio. La devi fare come sai fare tu. Pasolini si è
nutrito di Citti, ma Citti ha fatto fatica a nutrirsi di
Pasolini
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VENERDì
25 agosto- ore 21,00 Casa Maoddi |
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"Onde"
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Regia di Carlo
Verdone. Con Carlo
Verdone, Silvio
Muccino, Ana
Caterina Morariu, Agnese
Nano, Corinne Jiga, Paolo
Triestino, Sara
Bertelà, Leonardo Petrillo.
Commedia
, colore, 100 min.
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TRAMA:Francesca,
che lavora come hostess commerciale all'aeroporto, é
tormentata da un complesso provocato dal fatto di avere
una voglia violacea sul viso, ma quando conosce Luca, un
musicista non vedente riesce ad aprirsi con lui sino al
punto di innamorarsene, approfittando della sua cecità
per tenergli nascosto il suo "difetto".
Purtroppo però, a livello mentale, per Francesca questo
rimane un handicap e la storia con Luca non finisce come
vorrebbe lei...
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CRITICA:»
Onde
è il primo, riuscito, lungometraggio di Francesco
Fei e colpisce per la bravura degli attori, Anita
Caprioli e Ignazio
Oliva, e per la scelta delle ambientazioni. Il
regista, apprezzato nel campo dei video musicali,
prosegue in una sua coerenza stilistica, costruendo un
film che ha molto a che fare con musica e immagini. La
sua è una Genova inconsueta, spiata da angoli che hanno
una loro, particolare, poeticità legata alla modernità
e al deterioramento della bellezza. La spiaggia resa
bianchissima dagli scarichi industriali con alle spalle
spaventose ciminiere, il colle invaso da antenne e
trasmettitori e poi corridoi di aeroporti, tunnel che
attraversano vie trafficatissime, centri commerciali.
Sono gli scenari, insoliti ma a loro modo affascinanti,
che fanno da cornice all’incontro tra Luca e
Francesca. E poi c’è la musica, sintetica, un poco
straniante, un misto di assonanze e dissonanze.
Luca
ha sviluppato uno sguardo alternativo, che gli permette
di “vedere” e sentire cose che gli altri non notano,
come le vibrazioni emesse da certi luoghi o le onde che
rendono tumultuosi i pensieri di Francesca, vulnerabile,
ipersensibile, incapace di esprimere i suoi stati d’animo
che comprime dentro di sè.
Il
film è montato in un alternarsi/sovrapporsi di piani
temporali, fantasie e incubi che lo rendono leggibile
partendo da punti diversi, perchè più che la
linearità conta il dipanarsi di una storia non banale,
la conquista di una delicata intimità, lo scambio fra
due persone, ciascuna a proprio modo ferita.
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VENERDì
1 settembre - ore 21,00 Casa Maoddi |
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"Il posto dell'anima"
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- Cast: Silvio
Orlando, Michele
Placido, Paola
Cortellesi, Claudio
Santamaria, Imma
Piro, Flavio
Pistilli, Alessandra
Albo, Domenico
Baiocco, Andrea
Bayer
- Regia Riccardo
Milani
-
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Trama:La
chiusura di una multinazionale americana a il
conseguente licenziamento di tutti gli operai della
fabbrica, mette sotto sopra il vicino paese. Alla lotta
degli operai, che non si arrendono al licenziamento, si
intrecciano le loro vicende personali e familiari...
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| :"I
naufraghi sono, in ordine di età e di attaccamento al
passato: Michele
Placido, sindacalista puro e duro; Silvio
Orlando, sognatore innamorato della sua terra; Claudio
Santamaria, cinico-pragmatico tutto rabbia e vitalità.
Non sono, ci dice 'Il posto dell'anima' di Riccardo
Milani, tre santi. In compenso sono tre santini, così
schematici e cuciti col filo bianco che non si crede ai
loro tormenti più di 5 minuti. Nello script di Starnone
c'è di tutto e di più, ma manca il tono (farsesco?
sentimentale? neopopulista?). E fra macchiette stantie e
incongrui affondi musicali l'insieme sa di vecchie
formule in svendita. Fidanzate troppo lontane e moderne
per essere capite. Mogli trattate da serve. Figli
rifiutati e sviliti anche se sono il nuovo che avanza
(leggi Internet). Morti in fabbrica sempre taciuti, per
paura e sostanziale complicità coi padroni. E poi:
dirette Rai, improbabili trasferte all'estero, cast
ottimo e sprecato (Paola
Cortellesi, Imma
Piro, Flavio
Pistilli, Maria Laura Rondanini). Continuiamo così,
facciamoci del male". (Fabio Ferzetti, 'Il
Messaggero', 9 maggio 2003 |
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