Fonte ufficio stampa regionale social
Ieri sono stata a Gavoi per immergermi nel Festival delle storie. Ho incontrato il sindaco Salvatore Lai e le organizzatrici dell’evento per parlare di cultura, del paese e dei progetti sul territorio.
Mi hanno accompagnato l’Assessora Maria Elena Motzo, il Vicepresidente del Consiglio Regionale Giuseppe Frau e diversi esponenti della giunta gavoese.
Ma soprattutto ho avuto il piacere di confrontarmi con la signora Maria. 97 anni, 12 gravidanze, 8 figli cresciuti insieme ai 4 fratelli minori che la vita le ha affidato. Un’esistenza intera dedicata alla cura, alla forza, all’amore.
Mi ha accolta con un vestito a fiori, i capelli raccolti nella crocchia e il cerchietto come fanno le donne di un tempo. Di quel tempo che non si dimentica, che si porta addosso con dignità e fierezza.
Mi ha preso le mani e ha cominciato a raccontare. Del padre a Mauthausen, dei canonici furbi, dei pastori, della fatica e dell’orgoglio. Ricorda tutto con una lucidità che commuove, che incanta. E mentre parla, le sue mani si muovono lente, quasi a cullare ogni parola.
Con lei mi sono seduta e mi sono presa il tempo che serviva. Perché Maria il tempo lo conosce, lo rispetta, lo abita con grazia. E con lei ho riscoperto il valore della memoria, della tradizione, della parola scambiata tra donne.
Questo è ciò che amo della nostra Sardegna: la forza delle sue donne, la profondità dei suoi racconti, la bellezza di uno sguardo che attraversa le generazioni.
Grazie Maria, per quello che sei. Perché in quel piccolo grande momento insieme, mi hai ricordato chi sono, da dove vengo e perché faccio quello che faccio.











