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Per un intero fine settimana, il 10 e l’11 ottobre, il centro storico di Gavoi cambierà volto: vicoli, corti e piazze diventeranno il palcoscenico di due manifestazioni pensate per intrecciarsi e completarsi a vicenda, tra musica popolare, mestieri e sapori autentici. Il programma è disponibile qui
Da un lato c’è Gavoi Ospitalità nel cuore della Barbagia, appuntamento trentennale inserito nel circuito Autunno in Barbagia promosso dall’Aspen – Azienda Speciale della Camera di Commercio, con un fitto programma di esibizioni, esposizioni e mostre diffuse. Dall’altro, a fargli da controcanto gastronomico, torna In Sas Cortes Gavoesas, il circuito di degustazione che quest’anno taglia il traguardo della seconda edizione.
Non è un dettaglio da poco: il circuito enogastronomico è inserito nel Cartellone regionale delle manifestazioni del turismo enogastronomico, sostenuto ai sensi della Legge Regionale 7/85. Un riconoscimento che certifica il valore dell’iniziativa come leva di promozione della filiera agroalimentare sarda, oltre che occasione di festa.
Un paese che si mette in gioco insieme
Dietro un programma così fitto c’è un lavoro corale. Comune e Pro Loco firmano l’organizzazione, ma a dare sostanza e varietà alle due giornate è soprattutto chi a Gavoi vive e si impegna tutto l’anno: associazioni culturali e sportive, gruppi folk, cori, comitati e volontari. Più che un evento calato dall’alto, il weekend di ottobre è l’occasione in cui questo tessuto associativo si mostra nella sua pienezza, restituendo al visitatore l’immagine più vera della comunità gavoese.
Quattro corti, quattro cantine: il percorso di degustazione
Il cuore di In Sas Cortes Gavoesas è un itinerario che attraversa quattro rioni storici del paese – Sos Forreddos, Malupensu, Su Caramu e Su Craru – in ciascuno dei quali trova posto una cantina ospite: l’Azienda Vitivinicola Manca di Atzara, la Cantina TraMonti di Sorso, la Cantina Marco Demuru di Meana Sardo e la Cantina Eminas di Mamoiada. Accanto ai vini, a ogni tappa, i produttori gavoesi mettono in mostra formaggi, pani, salumi e confetture del territorio.
Per partecipare basta l’acquisto di un carnet: calice e sacca in dotazione, quattro degustazioni di vino comprese e, in più, l’accesso libero al Museo del Fiore Sardo.
Il percorso enogastronomico si arricchisce anche di momenti dedicati al “come si fa”: la preparazione del pane tradizionale, la lavorazione del Fiore Sardo guidata dai pastori del paese, la realizzazione de su cocone cun sapa al Museo del Fiore Sardo e la dimostrazione della lavorazione del formaggio per le sevadas, appuntamento noto come Urriande casu.
Tra tamburi, cori e abiti della tradizione
Sul fronte folkloristico, sabato le vie di Gavoi saranno percorse dai Tumbarinos di Gavoi, dal Coro Gusana e dal tenore Su Huncordu Gavoesu; domenica tocca invece alla vestizione dell’abito tradizionale curata dal Gruppo Folk Pro Loco, seguita dalle esibizioni dei cori Eufonìa e ai balli guidati da Amigos de Tradiziones, che chiuderanno la giornata in piazza.
Un paese diventato museo diffuso
Il weekend sarà anche l’occasione per attraversare Gavoi attraverso le sue collezioni e i suoi spazi espositivi, tra memoria storica e sguardi contemporanei.
Al Museo Casa Porcu-Satta, dimora storica in stile liberty, si potranno visitare le collezioni permanenti sull’abito tradizionale, i gioielli e gli amuleti in filigrana di Prendas contra s’ocru malu del maestro orafo Nanni Rocca, che custodisce una tradizione di famiglia nell’arte orafa che affonda le radici nell’Ottocento, e la raccolta di giochi e strumenti musicali. Ad arricchire il percorso, la mostra temporanea “La storia di Gavoi attraverso l’abito tradizionale”, curata da Antonio Francesco Costeri.
Il Museo del Fiore Sardo affianca alla sua esposizione permanente – dedicata al Fiore Sardo, unico formaggio ovino a latte crudo ad aver ottenuto la Denominazione d’Origine Protetta, autentico emblema dell’identità casearia isolana – un’installazione del tutto diversa per linguaggio e tecnologia: “Arrogalla – Suite. Trame sonore, sviluppi intermediali“.
Si tratta di un’opera performativa e interattiva ispirata alla composizione “Arrogalla – Suite” del musicista Francesco Medda, un paesaggio sonoro costruito su centinaia di tracce separate in cui musica tradizionale e contemporanea si intrecciano con i suoni del Mediterraneo, dalla Sardegna all’Africa.
Il compositore Arrogalla ha realizzato negli anni numerose collaborazioni con l’Associazione Tumbarinos, storica realtà locale legata alla tradizione sonora e identitaria del paese, rendendo l’opera profondamente radicata nei linguaggi e nelle sonorità del territorio. Il pubblico non si limita ad ascoltare: può scomporre e ricomporre le trame sonore, isolare singole parti, cambiarne l’ordine e combinarle liberamente, dando vita ogni volta a una traccia nuova.
Alla musica si affianca una partitura illustrata dall’artista Carol Rollo, una vera e propria scrittura visiva e animata che accompagna l’ascolto. Il progetto, prodotto dal Museo Nivola di Orani, si è aggiudicato il primo posto nella graduatoria del PAC 2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Cambio di scenario alla Caserma Betza, l’ex caserma ottocentesca dei carabinieri a cavallo, che per l’occasione apre le sue sale a tre proposte molto diverse tra loro. C’è la fotografia, con “Fiore Sardo, il formaggio dei pastori” di Francesco Mereu – Siesko, dedicata al mondo della pastorizia e della trasformazione casearia.
C’è l’innovazione, con “Gemelli Digitali – Il territorio di Gavoi in 3D”, un progetto realizzato grazie al GAL Distretto Rurale Barbagia, Mandrolisai e Gennargentu, che propone un modello di turismo immersivo e accessibile, fatto di contenuti in alta definizione, chatbot multilingua e modellini tridimensionali pensati anche per persone ipovedenti.
E c’è il racconto per immagini, con “Camminare. Nei territori del viaggio”, percorso fotografico di Davide Virdis sulla cultura della transumanza di cui Gavoi è una delle comunità custodi, realizzato nell’ambito del programma interregionale CAMBIOVIA – Cammini e Biodiversità.
Le esposizioni escono infine dai luoghi chiusi e si fanno strada per le vie del paese. L’Associazione Isola delle Storie porta una mostra fotografica in omaggio a Daniela Zedda, mentre “Storie in Corten” trasforma il centro storico in una galleria a cielo aperto: le illustrazioni che Angelo Monne ha disegnato negli anni per il festival L’Isola delle Storie, diventate ormai parte della sua identità visiva, prendono qui forma scultorea grazie al lavoro di BAM Design, che le traduce in opere d’acciaio corten, in un dialogo con il granito e le architetture gavoesi.
Le immagini del festival escono così dalla memoria di chi le ha viste negli anni e restano nel paese, incontrando ogni giorno chi lo abita e chi lo attraversa.
Informazioni
Punto informazioni: Piazza Marconi, c/o rotonda ingresso del paese
www.visitgavoi.it – www.comune.gavoi.nu.it
info@comune.gavoi.nu.it – infogavoi@gmail.com
Facebook:Gavoi Turismo –A.T. Pro Loco Gavoi | Instagram: @turismogavoi – @pro.loco_gavoi
Il programma è disponibile qui










