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All'interno dei festeggiamenti in onore di Nostra Signora d’Itria
Domenica 26 luglio 2026, l'altipiano di Sa Itria, ai piedi dell'antico santuario campestre di Gavoi, tornerà a essere il cuore pulsante di una delle più importanti manifestazioni equestri della Sardegna. Tra il rumore degli zoccoli, il profumo della terra e il calore di un pubblico che ogni anno raggiunge questo luogo da ogni parte dell'Isola e oltre, si rinnova l'appuntamento con Su Palu de Sa Itria, una corsa che è molto più di una competizione: è memoria, identità e appartenenza.
Con un montepremi di 22.000 euro, il Palio rappresenta uno degli eventi di maggiore prestigio nel panorama ippico regionale. Ma il suo valore va ben oltre l'aspetto sportivo. Ogni edizione racconta una storia che affonda le proprie radici nel tempo e che continua a vivere grazie alla passione di un'intera comunità.
A custodire questa eredità è l'ASD Gavoi Ippica, associazione composta da uomini e donne che da anni dedicano tempo, competenze e impegno affinché questa tradizione continui a essere tramandata alle nuove generazioni. Il loro lavoro mantiene vivo un patrimonio culturale che appartiene non solo a Gavoi, ma all'intera Sardegna.
Le origini di Su Palu de Sa Itria risalgono, secondo le fonti storiche, al 1388, anno della pace tra Eleonora d'Arborea e Giovanni d'Aragona. Come riportato nel Codice Diplomatico della Sardegna dello storico Pasquale Tola, un ruolo determinante fu svolto dal gavoese Bernardu Lepore, mediatore del trattato e rappresentante delle contrade della Barbagia di Ollolai.
La tradizione racconta che, in segno di riconoscenza, Eleonora d'Arborea sostenne economicamente l'istituzione di una corsa di cavalli nell'altipiano di Lidana, nel territorio di Gavoi. Da quel gesto nacque una manifestazione che, attraversando i secoli, è giunta fino ai giorni nostri conservando intatto il suo profondo legame con la festa religiosa di Nostra Signora d'Itria.
Nel tempo il percorso è cambiato. Dall'antica mulattiera che costeggiava il muro del santuario, il tracciato si è spostato nell'attuale area adiacente alla chiesa campestre, mantenendo però lo stesso scenario naturale che rende unico il Palio. Un anfiteatro spontaneo dove migliaia di spettatori seguono ogni batteria con entusiasmo, partecipando a un rito collettivo che unisce sport, tradizione e fede.
Ogni anno il Palio richiama alcuni dei migliori fantini e professionisti del galoppo, protagonisti anche delle più prestigiose manifestazioni italiane, confermando il valore tecnico e sportivo della competizione. Ma ciò che rende davvero speciale Su Palu de Sa Itria è il legame profondo tra cavallo e comunità, una relazione che a Gavoi rappresenta ancora oggi un elemento fondamentale della cultura locale.
La festa equestre si conclude il mercoledì con "Su Rientru a caddu dae Sa Itria", l'emozionante rientro in paese. Un lungo corteo di centinaia di cavalieri e amazzoni, in abiti tradizionali, accompagna simbolicamente la conclusione della novena e dei festeggiamenti, attraversando le campagne fino a raggiungere Gavoi, accolto dall'affetto della popolazione e dall'ammirazione dei visitatori.
Su Palu de Sa Itria continua così a raccontare una Sardegna autentica, dove il patrimonio immateriale non vive nei libri di storia, ma nelle persone che ogni anno scelgono di rinnovarlo. È il suono degli zoccoli che attraversa il tempo, la forza di una comunità che custodisce le proprie radici e la consapevolezza che alcune tradizioni non appartengono soltanto al passato: continuano a dare identità al presente e a indicare la strada verso il futuro.
nella foto copertina: IL MURISTENE N° 15 CON PICCINNU E DRAKARIS trionfatori a SU PALU DE SA ITRIA 2025











