L’intervento del Presidente dell’Unione Comuni della Barbagia in merito alla Sentenza del Consiglio di Stato e al contestuale trasferimento delle ultime tre dighe, Taloro, Coghinas e Alto Flumendosa, in capo alla Regione Sardegna.

La Regione acquisisce le dighe ma non coinvolge le popolazioni locali”. E’ la posizione di Efisio Arbau, presidente dell’Unione dei Comuni della Barbagia, dopo l’annuncio sul passaggio in capo ad Enas delle dighe di Coghinas, Alto Flumendosa e Taloro (e con l’Enel che si è detta pronta ad impugnare le delibere della Regione).

“Occorre costituire un sistema idroelettrico democratico che consenta ai territori interessati dai bacini di avere una congrua contropartita economica – scrive l’ex consigliere regionale in una nota – evitare cioè che ad un monopolista romano se ne sostituisca uno cagliaritano, peggio se pubblico, che lascia sul territorio i disagi in cambio di una elemosina e del ricatto di pochi posti di lavoro”.

Ora, sostiene, “il prossimo passo deve essere quello di dare ai Comuni, e nello specifico al Consorzio Imbrifero Montano del Taloro, la gestione delle risorse”. Fino ad oggi, spiega infatti Arbau, “le dighe erano state date in concessione ad Enel e la Regione ci ha fatto accordi ed accordicchi sul nostro territorio”. D’altra parte, conclude, “è una storica battaglia della Barbagia quella del controllo del territorio e dei cespiti che si producono, che, peraltro, avevo già portato in Consiglio regionale con una interrogazione in cui chiedevo di risolvere la situazione relativa all’acquisizione al patrimonio regionale delle centrali idroelettriche, illegittimamente detenute da Enel Spa”.

Efisio Arbau Presidente Unione Comuni Barbagia