La scuola deve essere costantemente il primo punto in tutti gli ordine del giorno a tutti i livelli istituzionali e non. La nostra scuola, quella al centro dell’isola, la scuola di montagna, la scuola di Barbagia, la scuola della dignità, la scuola contro lo spopolamento, la scuola della cultura come emancipazione e libertà, la scuola come luogo degli incontri, delle lingue, della lingua sarda non può stare in piedi in modo malfermo grazie a deroghe, pezze, impalcature e aggiustamenti. L’istruzione è un diritto che ha bisogno della forza del diritto. La scuola sarda ha bisogno di una legge che la tuteli, la rafforzi, la ricostruisca a immagine e somiglianza della Sardegna di oggi per la Sardegna del futuro. La Sardegna avrebbe gli strumenti per fare questo.

Dal 2015 (anno del nostro insediamento) chiediamo con forza in ogni sede, attraverso documenti, assieme a numerosi altri sindaci, una legge Sarda per l’istruzione pubblica che sposti definitivamente nella storia la costante spada di Damocle dei tagli e dimensionamenti, che sottragga le tematiche educative alle grinfie del mercato, che sappia leggere le reali esigenze dei territori, che nasca dai territori.
Questo è l’approccio politico che come nuovo municipio, come comunità responsabile (e di lotta) portiamo avanti.

Per questo oggi, in sede di Conferenza Provinciale sul piano regionale di dimensionamento scolastico, la nostra amministrazione assieme a tanti altri sindaci si è espressa per il voto contrario all’ennesimo piano fatto di deroghe a parametri ministeriali calati dall’alto e non connessi alla realtà isolana. Non è stata una proposta contraria sul merito ma un NO che funga da pietra d’inciampo al processo affinché questo possa salire di livello. Il nostro è stato un messaggio politico che parte dal profondo impegno della comunità educate tutta.

È necessaria un’altra attenzione al mondo della scuola e dell’istruzione. È necessaria una legge figlia di un profondo ripensamento della Sardegna a livello istituzionale, politico e culturale.

C’è stato ovviamente un dibattito a nostro avviso molto costruttivo.

La votazione è stata così sospesa e a breve saremo riconvocati. Non una (scuola) di meno!

Giovanni Cugusi e Simona Corona dalla Conferenza Provinciale.