L’ALLENATORE ROMANO MARCHI A GAVOI.COM

28 Apr, 2018 | Gavoi, Taloro Gavoi | 0 commenti

LE PAROLE, LE EMOZIONI E I RISULTATI NEL PENSIERO DI ROMANO MARCHI

CAMPIONATO DI ECCELLENZA REGIONALE STAGIONE 2017/2018 TALORO GAVOI.

LE PAROLE, LE EMOZIONI E I RISULTATI NEL PENSIERO DI ROMANO MARCHI

 

D: Partiamo dall’inizio , quando ti è stato comunicato che saresti stato allenatore del Taloro, squadra del tuo paese, Gavoi, dove sei cresciuto, dove hai imparato per strada, come si faceva da bambino, il calcio,
che emozioni e sentimenti hai avuto?
R:Il giorno in cui ho ricevuto, da parte del presidente della società, l’incarico di allenare la squadra ho provato un mix di emozioni anche legate al fatto che stavo effettivamente smettendo di giocare. Ma ben presto le emozioni hanno lasciato il posto ad un grande senso di responsabilità, perché so benissimo quanto il Taloro sia importante all’interno della comunità Gavoese e quanto sia importante mantenere la categoria, e riuscirci è stata una emozione ancora più grande.
D. Non è facile , per tutti ,essere profeti in patria, ma a te mancava solo un grande riconoscimento a livello di allenatore, dopo essere stato per anni capitano e bandiera del Taloro. Il primo anno è stato duro, un conto è difendere i pali della propria porta, un altro e pensare a come organizzare un’intera squadra.
Quali sono le differenze?
R: Non ho mai pensato di voler essere profeta in patria, fondamentale mi sono posto due obiettivi il primo era quello di trasmettere il mio attaccamento a questi colori a tutti i giocatori, il secondo era quello di raggiungere la salvezza!
Passare da giocatore ad allenatore non è semplice perché i ruoli sono completamente diversi, il giocatore pensa solo a se stesso mentre il mister deve pensare a tutti i giocatori a fargli dare il massimo e non è sempre semplice.
D. Si è iniziato bene, anche se le apparizioni avevano bisogno di un uomo d’ordine a centrocampo, sei stato bravo e coraggioso nel provare il 4-2-4, ma a causa della schema troppo azzardato, che non dato i punti sperati, hai preferito più copertura e concretezza. puntando su un collaudato 4-3-3.
Sei d’accordo con me oppure dal lato tecnico puoi perfezionare il mio concetto?
R: L’annata del Taloro ha avuto tre fasi ben distinte quella iniziale e quella finale, positive per i punti fatti,
e una centrale assai negativA per ciò che concerne i punti. Non sono d’accordo con la tua disamina tattica perché il 4-2-4 non è vero che non ha portato punti, si è giocato così contro Torres contro Sorso e contro il Samassi, allenare una squadra come il Taloro significa dover essere pronti a cambiare perché non si può partire da un’idea tattica e poi costruire la squadra ma si deve sempre partire dalle risorse umane a disposizione e dopo capire come utilizzarle al meglio.. Non abbiamo avuto Delussu dall’inizio e abbiamo trovato Isoni in mezzo ma poi perdere in sequenza Corona, Mele e lo stesso Isoni, per infortunio non è stato così semplice. Ecco forse in parte spiegato il periodo negativo centrale. Però dopo Sassari non so quante squadre sarebbero riuscite a sollevare la testa noi l’abbiamo fatto alla grande!!
D: A mio avviso, ( ho visto tutte le partite, tranne la più bella , per motivi di lavoro, contro il Samassi), c’erano squadre inferiori a voi , ma il mercato invernale ha ribaltato tutto. Alla fine una questione di soldi?
R: Oggettivamente se si fanno considerazioni di nomi di giocatori e di budget non credo ci fossero molte squadre inferiori a noi. Invece per ciò che si è visto in campo molto spesso abbiamo giocato alla pari contro squadre nettamente superiori sulla carta, questo grazie al lavoro quotidiano alla determinazione e all’attaccamento ai colori che i giocatori hanno dimostrato. Anche nel calcio dilettantistico la differenza la fanno i soldi però per fortuna a volte si riesce a sopperire con altre qualità e trovare sotto di noi il monastir di Melis Cacciuto Chessa Zanda Lai per citarne alcuni ne è la conferma.
D: Salvezza doveva essere e salvezza è stata però quante notti insonni?
R: Si, salvezza doveva essere e salvezza è stata.. Ma assolutamente non dimentico e non voglio dimenticare i momenti di difficoltà perché quelli più di tutti mi hanno fatto crescere..
Però col presidente sapevamo che non sarebbe stato facile che dovevamo fare la gavetta e credo che da quest’anno ne usciamo entrambi vincitori!
D: Sarà una vacanza meritata, per le tante ore spese dietro il progetto Taloro Gavoi. Hai già parlato con la dirigenza per la conferma, oppure dormi sonni tranquilli?
R: Per ora voglio riposare e dedicare il mio tempo alle cose che ho trascurato che sono lavoro e soprattutto famiglia. Dopo un’annata così dispendiosa ce bisogno di ricaricare le batterie e visto che col presidente ci sentivamo tutti i giorni ci fa solo bene disintossicarsi un po.
D: Impossibile non chiederle un commento su Roberto Mele, sui Bomber Cissè e Falchi, sui mastini di centrocampo e sui tenaci difensori che contribuiscono a “ Non prenderle”. Spesso si parla solo dei marcatori. Sei d’ accordo con me che quest’ultimi vengono citati e lodati poco?
R: Onestamente non credo sia giusto parlare dei singoli anche perché da agosto si è lavorato per creare un gruppo sottolineandone l’importanza dentro e fuori dal campo. Faccio una eccezione per parlare di Roberto Mele, il nostro capitano. Ho giocato con lui per 11 campionati ma quest’anno si è instaurato un rapporto completamente diverso, mi ha fatto sentire il suo appoggio, è un punto di riferimento per tutti e va ringraziato per l’attaccamento che ha dimostrato anche quest’anno. Tutti, da chi ha giocato di più a chi ha giocato di meno è stato fondamentale.
D. Diamo uno sguardo alle altre squadre. Ti chiedo chi avresti voluto allenare e premiare, così per curiosità,
elencando 2 giocatori per ruolo ,dal momento, che immagino, saranno tante le tue preferenze.
R: ll campionato è stato di altissimo livello tecnico, ho visto tantissimi giocatori veramente forti, ma i giocatori che avrei voluto allenare sono quelli che ho allenato. Quelli con cui ho instaurato dei rapporti umani, quelli con cui ho discusso, e quelli con cui ho “pianto” e ho gioito. Quelli con cui ho raggiunto l’obbiettivo finale della salvezza regalando a Gavoi il diciannovesimo campionato di eccellenza consecutivo e scusate se è poco..

Rinnovando gli auguri per il traguardo raggiunto, ringraziamo Romano per la disponibilità e serietà con cui ha risposto alle nostre domande. E’ stata una stagione lunga, vissuta Domenica dopo Domenica, speciale ed emozionante fino all’ultima giornata. Ora riposo meritato per tutti, anche per noi che vi abbiamo accompagnato in questa fantastica avventura.

Da M. Micheli e Gavoi. com l’appuntamento è per la prossima stagione. Grazie a tutti quelli che ci sono stati vicini e sempre  ALE TALORO ALE’.

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