Politica a Gavoi PUC GAVOI 

LETTERA APERTA ALLA COMUNITA’ DI GAVOI – IGNAZIO URRU –

RICEVO E PUBBLICO 2ª LETTERA IGNAZIO URRU

Per continuare e sviluppare il dibattito sul PUC, con la doverosa attenzione che l’argomento richiede, invio le mie riflessioni inviate agli Amministratori Ignazio Urru

 

Al Sig. Sindaco

All’Assessore all’Urbanistica

Ai Consiglieri Comunali

Alla Comunità di Gavoi

                       Comune di Gavoi (Nu.)

 

 

1- Ho letto la vs. lettera di riposta alla mia nota. L’ho trovata scorretta, poco costruttiva e diseducativa per ogni confronto con i cittadini: anche particolarmente offensiva nei miei confronti. Avrei volentieri limitato la risposta ai soli aspetti del PUC e riportato a parte, ai soli Consiglieri, le considerazioni personali. Rendo pubblica la lettera per le accuse troppo gravi, sia per il ruolo di Amministratore Pubblico che ho coperto per oltre 15 anni, che per una attività professionale svolta a Gavoi per 42 anni in modo- ritengo – corretto. La lettera del Comune non risponde a nessuna delle osservazioni sul PUC, ma punta – per sviare il dibattito- a insinuare dubbi sulla moralita’ personale e sul mero interesse professionale dell’interlocutore.

 

2- Torniamo anzitutto all’oggetto principale ed unico delle osservazioni fatte (Il Piano Urbanistico Comunale): e’ l’argomento che mi interessava maggiormente per l’importanza che gli attribuisco nello sviluppo futuro del paese. Chiariamo un fatto preciso: la Giunta aveva gia’ programmato circa 10 giorni fa l’adozione (non la presentazione preliminare al pubblico, illustrazione, discussione) del PUC, con elaborati incompleti o comunque imperfetti e non depositati al momento in Comune. Gi elaborati in bozza che sono riuscito ad esaminare contenevano molti aspetti da chiarire e correggere, sia nella parte Normativa che negli elaborati grafici e percio’ ho   segnalato al Comune la necessita’ di modifiche. Prima insinuazione: gli Amministratori rispondono irritati per la segnalazione, riferendo subito alla mia persona gravi scorrettezze deontologiche su Professionisti “che Lei a quanto pare ritiene non in grado di fare un lavoro adeguato”. Non mi permetterei mai sgarbatezze o sconcezze del genere, (assumetevene la piena responsabilita’), nei confronti dei Professionisti, sia di quelli che conosco e stimo da decenni, sia dei nuovi che non conoscevo ed che ho avuto modo di apprezzare nella presentazione preliminare del PUC del maggio 2015. Ho curato pero’ nella mia Professione tanti Piani Urbanistici, di livello generale che attuativi, per non capire l’importanza della collaborazione-interlocuzione degli altri, dai cittadini semplici ai Professionisti qualificati del paese, utile a correggere eventuali errori o imperfezioni di un lavoro complesso, fatto ora a piu’ mani, in cui soprattutto nella fase di sintesi conclusiva occorre l’impegno di tutti, anche esterni, per rendere piu’ perfetto ed attendibile alle attese dei cittadini il lavoro presentato. Evidenziate voi stessi che “rilevate imprecisioni e incompletezze…le bozze sono tornate in mano ai Tecnici incaricati”. E’ dovere di ogni cittadino fornire ogni apporto costruttivo, e di modifiche necessarie prima della adozione. Cosi’ devo ancora segnalare che- se gli elaborati del Piano non sono stati modificati negli ultimi giorni- (e’ un mistero che le informazioni sul PUC debbano aversi solo per vie indirette e che in due anni non si sia creato, negli Uffici e nel sito del Comune, un settore apposito di informazione continua ai cittadini sulle fasi del Piano), occorre- e’ un mio parere- valutare l’opportunita’ di apportare ancora modifiche importanti, tra le quali sottopongo alla attenzione Vs. e dei Professionisti incaricati:

2.1- Il PUC contiene un Regolamento Edilizio (parte fondamentale del PUC) in cui si prevede di nuovo la vecchia Commissione Edilizia (chiamata al Titolo III CUC): e’ opportuna o rappresenta un inutile appesantimento delle procedure?

2.2- Le procedure per il rilascio del Permesso di Costruire sono state nel frattempo integrate da Nuova Normativa (D.Leg.vo 222\2016 del 11\12\2016) e andrebbero esaminate ed eventualmente aggiornate nel Regolamento; le Norme sul Certificato di Agibilita’ e abitabilita’ (Titolo VIII) sono state radicalmente modificate, sostituite o abrogate dal Decreto;

2.4- Sempre sul Regolamento, e’ doveroso segnalare di questi giorni la proposta dalla RAS di un Regolamento unico per tutti i Comuni: non e’ il caso di adeguarsi?

2.5- Da mesi era in elaborazione (e’ stata approvata nei giorni scorsi) dalla Giunta Regionale la nuova Legge Urbanistica, che stravolge di fatto l’impianto delle tradizionali Zonizzazioni (tra l’altro, prevede canali privilegiati per i CENTRI BENESSERE e Norme innovative in area agricola): non sara’ opportuna una riflessione sulla compatibilita’ tra le nuova Legge e PUC, con il rischio di avere un Piano inutilizzabile?

Altre osservazioni si possono proporre, in modo articolato, nello spirito costruttivo della massima collaborazione per un PUC aderente alle necessita’ di sviluppo del paese, sulle Norme di Attuazione e soprattutto sulle proposte di destinazioni d’uso del territorio (Zonizzazione). In particolare, sulle zone F il PUC rappresentava l’occasione per una riflessione attenta sulle strutture esistenti (pubbliche e private), su quelle previste e su quelle da prevedere per una offerta turistica di qualita’, elemento indispensabile per lo sviluppo del paese. E sulle zone E (agricole) non appariva opportuno un coinvolgimento dei cittadini? Mi sembrano pero’– vista la chiusura e l’insofferenza della Giunta per le osservazioni- tempo e risorse persi.

 

3- Le mie osservazioni riguardavano comunque non il lavoro dei Professionisti, imprecisioni o correzioni facilmente modificabili, ma l’impianto complessivo (Politico ed Amministrativo) del PUC e la sostanza delle scelte anche per il futuro, difficilmente modificabile dopo l’adozione. Ho posto nella nota due aspetti fondamentali, che riguardano solo ed esclusivamente gli Amministratori:

3.1-la reale partecipazione della Comunita’ nella formazione di uno strumento fondamentale quale il PUC: una vera democrazia partecipata non puo’ ridurre tale partecipazione alla attivita’ della Commissione, che – conoscendo la serieta’ e professionalita’ dei partecipanti – ha svolto di sicuro un ruolo di supporto positivo nell’analisi e valutazione delle proposte. A mio parere, manca pero’ il passaggio fondamentale in un PUC: il confronto e la discussione pubblica con tutti i cittadini, anche con chi non ha potuto per vari motivi (di lavoro, di tempo, di orari della Commissione, etc.) partecipare ai lavori, ma che ha il pieno diritto di sapere in dettaglio le scelte proposte. Sin nel passaggio tra il lavoro di Commissione e presentazione/discussione delle modifiche di Piano proposte alla Regione doveva inserirsi l’elemento fondamentale di una vera democrazia partecipata, che e’ la conoscenza, il confronto pubblico, la condivisione (il piu’ possibile) delle scelte: e’ il vero arricchimento del Piano. Il percorso partecipativo da voi citato (possibilita’ di osservazioni per 60 giorni “dopo l’adozione”) e’ il “minimo” obbligatorio della Norma e riguarda soprattutto aspetti specifici interessanti ricorsi puntuali e specifici. Le osservazioni sulla struttura del PUC (Zonizzazione, Normative, scelte e grandi indirizzi), non si possono rimandare al “dopo l’adozione”: accettarle comporterebbe ripetere buona parte dell’iter di adozione.

       In definitiva, il percorso che ritengo ancora democratico e partecipato dovrebbe prevedere ancora ora in ordine la sequenza: completamento degli elaborati definitivi; disponibilita’ degli stessi per la consultazione e la valutazione dei cittadini, sia mediante gli strumenti tradizionali nel Comune, sia mediante i nuovi mezzi mediatici nel sito; presentazione del Piano al pubblico e relativa discussione; sintesi da parte della Giunta delle osservazioni rilevanti emerse nel dibattito con le motivazioni dell’accettazione o del rifiuto; adozione del Consiglio Comunale.

3.2- La seconda riflessione di merito che ho portato all’attenzione pubblica, per un dibattito costruttivo, riguardava le scelte sull’uso del suolo, sintetizzate dalla Giunta con lo slogan dell’uso zero, che non condivido e che trovo fuori posto per lo sviluppo di Gavoi. Le scelte vengono motivate solo sulla base del Programma elettorale. Il Programma di Comunidade, che ha valenza della durata amministrativa per gli amministratori attuali (ma non per tutti i cittadini), non e’ il PUC del paese, che ha valenza per il prossimo decennio, interessa anche chi non si sente rappresentato da Comunidade, va oltre l’attivita’ di questa amministrazione e vincolera’ anche i prossimi amministratori; ecco perche’ ho rimarcato l’assoluta necessita’ di discutere in pubblico e a fondo (anche per il futuro) il rapporto tra sviluppo corretto ed ambiente, tra iniziative accettabili, sostenibili (ed auspicabili) e salvaguardia dell’ambiente. Bocciato il Centro Benessere, quali altre iniziative nuove sono possibili ed auspicabili per un paese che muore lentamente o che e’ gia in stato comatoso? Questi gli elementi proposti ad una discussione, anche dura ed aspra, senza offendere comunque nessuno, tantomeno Assessore e Giunta, pur contrastandone democraticamente e apertamente le idee e le scelte su ambiente e uso del suolo.

 

4- Avrei finito volentieri il mio intervento su questi punti ed esclusivanente su questi punti invito chiunque voglia arricchire il dibattito. Ho avuto, pero’, nella nota del Comune a nome dei Consiglieri Comunali (questo proprio mi amareggia) delle risposte che stravolgono l’argomento e che definire “sconcertanti” e’ poco. Non ho parole per commentare la pochezza, rozzezza e arroganza delle risposte dei Consiglieri. Anziche’ entrare nel merito e sviluppare i contenuti della discussione proposta, la Vs. lettera indirizzata a me (quindi mi riguarda espressamente):

-insinua dubbi su valutazioni della   “rettitudine morale e sulle qualita’” di persone a me care prima di questa discussione ed ancora di piu’ ora, con un dibattito duro, che non modifica in nessun modo gli aspetti affettivi, da parte mia rafforzati in un momento di responsabilita’ amministrativa importante e difficile;

– fa cenni oscuri a pressioni su “eventuali incarichi” di cui non ho capito nulla..(in due anni non ho mai chiesto o avuto alcun incarico dal Comune, ne’ per me ne’ per i miei collaboratori) “in nome di interessi molto particolari”; cita “attacchi lobbistici” che dovrebbe spiegare alla gente; valuta le mie considerazioni “scomposte” e chiuse “alla difesa del suo diretto vantaggio professionale ed economico”;

-chiede al sottoscritto “se ritiene fisiologico (??) progettare ..dove non e’ consentito”, confondendo la richiesta di variazione di destinazione d’uso fatta nei termini di legge con chissa’ quale atto illegittimo;

-lancia il dubbio che il “metodo del progetto in area vietata… con successiva deroga” valga “solo per una ristrettissima ed esclusiva elite alla quale forse lei ritiene di appartenere”.

       Lascio al giudizio dei cittadini la valutazione di frasi insensate: tra gli addetti alla comunicazione, simile lancio di fango su chi fa opposizione viene classificato come “metodo Boffo”. Amo il mio lavoro e la mia professione: nel pubblico e nel privato ho cercato di svolgerlo sempre in maniera rigorosa, corretta e mai oltre le Norme; lo difendo, come difenderei il lavoro del Sindaco o degli altri Consiglieri. Spiegatemi quando nella professione abbia adottato il metodo del progetto “in area vietata con successiva deroga” e quale sia “l’elite” alla quale ritenete io appartenga.

         Ultima offesa “rivesta… i panni di membro della societa’ civile che riconosce il valore della norme e rispetta le Istituzioni come il Comune di Gavoi oggi da noi rappresentato”. E’ questa una affermazione di una gravita’ inaudita. Sono stato Amministratore pubblico per 15 anni. La Comunita’ di Gavoi ha dato tanto alla mia formazione umana, come cultura profonda, come solidarietà ed attenzione ai problemi della gente, come passione politica per lo sviluppo del paese. Ho cercato percio’ di rendere qualcosa al paese, con un impegno continuo ed appassionato, sostenendo la difesa delle Norme e delle Istituzioni come uno dei cardini della mia vita, professione e cultura. In anni difficili come Assessore all’Urbanistica, con un gruppo di Amministratori giovanissimo ed entusiasta, abbiamo guidato il paese per la prima volta ad una cultura urbanistica finalizzata all’uso rispettoso del suolo e contemporaneamente attenta alle necessita’ dei cittadini, con un confronto continuo con la popolazione (era vera democrazia partecipata).Siamo allora riusciti, con ben altre difficolta’ rispetto alla pochezza delle polemiche di oggi, a proporre, definire e difendere un assetto urbanistico come ora sostanzialmente si presenta: con il Centro Storico, le zone di Completamento ed Espansione, le aree di Edilizia Economica, le aree per i servizi pubblici, etc. Dopo di noi (ed anche meglio di noi), altri Amministratori attenti hanno continuato a far crescere ancora di piu’ la cultura del buon costruire e del rispetto del territorio. Da decenni di buone Amministrazioni (in cui il confronto con i cittadini e’ stata costante irrinunciabile) e’ nato il paese attuale: un Centro Storico tra i migliori della Sardegna; un assetto urbanistico residenziale delle Zone di Completamento e di Espansione tra i piu’ ordinati e gradevoli del territorio; ora anche con un assetto produttivo (PIP) definito. Nel processo di crescita urbanistica e della Comunita’, penso di aver dato sempre un contributo personale, impegnandomi in prima persona per il rispetto delle Norme, delle Istituzioni e delle persone che le rappresentavano: da Amministratore Pubblico (che svolge per la sua funzione anche un ruolo educativo unico per la Comunita’) ho sempre cercato di ascoltare i cittadini; da cittadino, non ho mai smesso di ringraziare gli Amministratori per il loro impegno per la Comunita’, anche quando non ne condividevo scelte o indirizzi.

       A che titolo, per avervi contestato metodologie di partecipazione democratica   nel PUC e per non condividere scelte ambientaliste da Voi fatte, mi accusate di aggirare Norme urbanistiche e mi richiamate al rispetto delle Norme e delle Istituzioni?

 

  1. Mi auguro che, smesse e superate le inutili offese nei miei confronti, si riprenda- nel dibattito aperto per il PUC- a parlare solo ed esclusivamente del paese, delle scelte da fare, delle proposte di sviluppo, delle attivita’ sostenibili in relazione ad un uso corretto del suolo e delle iniziative da attivare per far crescere la comunita’: anche idee progettuali che non sono solo di “mero interesse privatistico”, ma che contengono talvolta anche grande “interesse della collettivita’”. Certo, non tutto e’ fatto per il paese e c’e’ tanto da lavorare, in situazioni forse anche piu’ difficili, soprattutto per il lavoro, lo sviluppo, la sopravvivenza di servizi fondamentali; con segnali di sofferenza e disoccupazione preoccupanti da un lato e dall’altro condizioni di vincoli particolari e restrittivi per l’azione amministrativa. La Comunita’ di Gavoi ha bisogno di scelte illuminate e coraggiose, specialmente di Voi Amministratori. Mi auguro le troviate per il bene della Comunita’; e riuscirete a trovarle sicuramente, soprattutto se saprete coinvolgere e far partecipare l’enorme patrimonio di conoscenze, amore per il paese e disponibilità, di quanti -dal mondo della cultura, a quello dell’Amministrazione, alle Associazioni, ai semplici cittadini, (veramente tanti)- non hanno mai “smesso i panni” della attenzione appassionata alla crescita del nostro paese.

 

Gavoi, 23 marzo 2017               Ignazio Urru

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