Lo so, non lo ammetterete mai, ma ci avete pensato, magari solo per un attimo, si un attimo del vostro tempo lo avete sicuramente dedicato, per pensarci, per interrogarvi… Che fine avrà fatto l’orto della 3ª D? Avrà resistito ai 40 e più giorni consecutivi di pioggia? Alla neve(poca)? Al ghiaccio?

Ebbene SI, l’orto è vivo e cresce insieme a NOI.

Sotto la galleria immagini.

Seriamente...

La riposta già lo sapete, in un interessante articolo della NuovaSardegna, si racconta non solo che la coltivazione di ortaggi ha passato l’inverno tra le sicure mura del cortile dello scolastico, ma che la produzione di cavoli, (diverse varietà) cipolle ecc., è stata raccolta direttamente dagli alluni guidati da maestra Greta promotrice e artefice del progetto che tanto ha entusiasmato grandi e piccoli nella scuola elementare del borgo di Gavoi.

Complimenti per l’idea, l’iniziativa e l’impegno a: Eleonora, Davide, Cristian, Enzi, Federico, Matteo, Alessio, Dafne, Anna, Francesco, Ubaldo, Manuel e maestra Greta. (rigorosamente in ordine di banco)

L’orto scolastico dà i suoi frutti: tempo di raccolto per la 3ª D. 

Hanno raccolto con le loro mani il frutto del loro lavoro, i bambini della terza D della scuola primaria di Gavoi. Guidati dalla maestra Greta Dadea hanno avviato a dicembre la coltivazione di un piccolo orto scolastico, un vero e proprio percorso fatto di teoria e pratica applicate direttamente sulle grandi aiuole del cortile scolastico.

 «I bambini hanno raccolto i frutti del loro impegno e potranno assaporare il sapore della verdura coltivata con le loro mani direttamente a casa – sottolinea la maestra di scienze Dadea –. Il progetto iniziato a dicembre ha visto un impegno sia pratico sia teorico con un approccio multidisciplinare che ha toccato appunto diverse materie e che sopratutto con molti sviluppi interessanti per ciò che riguarda la loro sensibilità ambientale e il rispetto e la cura dei luoghi pubblici. Prima di tutto perché oltre al contatto diretto con la terra, i piccoli hanno avuto modo di analizzare l’impatto economico e ambientale del traffico che si crea nel trasporto delle merci.

Ad esempio scoprendo in classe e attraverso l’utilizzo di internet quanto è impattante una mela che arriva dal Trentino sull’ambiente in generale e dal punto di vista economico. L’importanza del cibo a chilometro zero, con la freschezza e la bontà dei prodotti della nostra zona; il rispetto della stagionalità, anche questo un fattore importante, dal momento che si sono coltivate verdure prettamente invernali. Il progetto è stato anche importante per l’educazione alimentare e l’importanza di conoscere l’origine del cibo che mangiamo quotidianamente. Lo sviluppo del senso di gruppo e cooperazione che si genera automaticamente nei nostri piccoli nel momento in cui li si avvia verso un progetto pratico che chiaramente, funziona se tutti danno il loro contributo».

L’ARTICOLO LO PUOI TROVARE INTEGRALMENTE QUI

fonti diverse… : )