Ricevo e pubblico libero intervento con lettera e foto di Paolo Mulas.

Perché!

Correva l’anno 1990 e in tanti giovani Gavoesi, fummo assunti in un cantiere comunale. Per la prima volta nella storia del paese, l’amministrazione, allora guidata da Salvatore Lai, riuscì a reperire e destinare dei finanziamenti per la valorizzazione del patrimonio naturale della fascia costiera del lago di Gusana. Oltre all’intervento di pulizia del sottobosco, furono ripristinate delle sorgenti, dei sentieri e messi a dimora tantissimi alberi, compresi  i pioppi che adornano e adornavano le sponde del lago. Passarono gli anni e altre due  amministrazioni si susseguirono alla prima, realizzando diverse opere destinate allo sviluppo turistico, come il centro sportivo e il centro nautico. 

Quest’ultima struttura ha vissuto una brevissima parentesi di “vita” grazie al sottoscritto e ad un altro collega, con il quale abbiamo cercato di dare un anima e soprattutto un significato, alla struttura che in parte, ha “consumato” una piccola porzione del territorio del nostro amatissimo lago. Tanti sogni, tanti progetti e tanti investimenti finanziati dai “gestori provvisori” sforzi vanificati da un bando per l’assegnazione dello struttura. Un bando che, a mio avviso, quanto richiesto in termini economici, risultava essere spropositato e sicuramente non alla nostra portata. Fra i vari progetti avremo voluto realizzare un area picnic all’ombra delle numerose e annose querce che adornavano la fascia che, dalla piccola casa del custode arrivava al pontile. Uno spazio da dedicare alle famiglie, ai bambini, ai pescatori, ai turisti di passaggio e naturalmente a tutti i gavoesi. 

Il periodo scorso, passando sulla SS128 mi sono reso conto che tutti i “nostri” pioppi e le querce sono state abbattute per ricavarne della banalissima legna da ardere! Ciò che ora rimane è un misero filare di alberi e, chiunque prenda in gestione il centro nautico, non potrà sicuramente utilizzare questa vasta area, in quanto spoglia di vegetazione. I pioppi erano stati messi a dimora con una doppia funzione, da un lato evitare l’erosione della battigia, trattenendo il terreno con le radici, dall’altro avevano l’importanza di arredare e rendere più belle le sponde dove, per diversi anni, si svolgevano manifestazioni a carattere regionale, come le gare di canoa olimpica.

Vorrei capire PERCHÉ l’amministrazione comunale ha autorizzato un simile scempio. Alla luce dei fatti vorrei capire quali sono i loro principi di utilizzo  e salvaguardia del patrimonio boschivo e naturale di tutti noi gavoesi. Vorrei capire inoltre qual’è il loro concetto di sostenibilità ambientale e soprattutto PERCHÉ deturpare un area di importantissimo pregio naturalistico che, non solo dava lustro al nostro lago, ma avrebbe permesso ai futuri gestori di utilizzarla come valido attrattore turistico. Niente di personale con l’aggiudicatario del taglio, che ha semplicemente seguito alla lettera le disposizioni ricevute. 

Personalmente DISAPPROVO la scelta è la decisione di abbruttire in questo modo un angolo di territorio che non appartiene esclusivamente agli amministratori comunali ma anche e soprattutto a tutti noi gavoesi.  Una scelta più oculata, consapevole e democraticamente partecipata, avrebbe sicuramente evitato un simile scempio. 

Segnalato da: Paolo Mulas

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