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PIANO URBANISTICO COMUNALE GAVOI “SPERANDO SI APRA UN DIBATTITO COSTRUTTIVO…”

Ricevo e pubblico da Ignazio Urru 1ª lettera:

 

 

Al Sig. Sindaco
All’Assessore all’Urbanistica
Ai Consiglieri Comunali
Alla Comunità di Gavoi
Comune di Gavoi (Nu.)

1- Ho saputo casualmente da un Componente della Commissione Urbanistica della “imminente” adozione del PUC da parte dell’Amministrazione Comunale. Mi sono percio’ recato agli uffici Comunali per prendere visione degli elaborati definitivi (Relazione con indirizzi programmatici, Norme di Attuazione, Regolamento Edilizio, Zonizzazione, etc.), come doveroso per un atto di Pianificazione Territoriale fondamentale per lo sviluppo dei prossimi anni. Nulla mi e’ stato fatto vedere, in quanto gli elaborati non risultano depositati a disposizione dei pubblico. Resto stupito e fortemente preoccupato, come cittadino e come Professionista che opera nel settore da oltre 40 anni. Da quasi 2 anni (maggio 2015), cioe’ dalla ampia ed esaustiva presentazione della prima bozza da parte della precedente amministrazione, si hanno sul PUC notizie ed informazioni parziali ed occasionali, fornite occasionalmente e nel massimo della segretezza da qualche componente della Commissione Urbanistica, con tante incertezze e anche molta confusione; ho inoltre cercato nel sito del Comune di Gavoi gli elaborati relativi al PUC in elaborazione da oltre 24 anni. Con grande meraviglia, ho trovato ancora gli elaborati relativi alla proposta preliminare citata del maggio del 2015, illustrata nella sala Consiliare, alla presenza degli allora candidati Sindaci.
2.-Penso non sia corretto (e neanche legittimo) procedere in questa situazione alla adozione di un PUC, che rispetto a quanto gia’ presentato ai cittadini contiene significative variazioni ancora sconosciute a quasi tutti: da parte soprattutto di una Amministrazione che ha fatto della “partecipazione democratica” diffusa, della trasparenza nelle scelte, della condivisione delle scelte con i cittadini, il suo programma politico-amministrativo. E’ norma elementare e basilare in tutta la cultura urbanistica (e nella stessa nella Normativa Regionale), che l’adozione e approvazione del PUC debbano essere precedute, in ogni fase, da una conoscenza piu’ ampia possibile delle proposte di uso del territorio, per valutarne la correttezza, la congruenza con gli obiettivi di sviluppo e le risposte date alle attese dei cittadini. La effettiva “democrazia partecipata” non puo’ ridursi alla consultazione di una generica Commissione (per quanto qualificata e competente), ne’ ridursi alle scarne informazioni dei Report dell’Amministrazione, che sul PUC in due anni riportano testualmente:

Report del agosto-dicembre 2015 2016 : “Nella Commissione Urbanistica …. “Sono state affrontate con la commissione e tutti i consiglieri alcune criticita’ della prima bozza del PUC, riportando lo stesso a coerenza con il Programma di Comunidade e uniformita’ elettorale”; nessuna indicazione o spiegazione delle criticita’ viene riportata ed illustrata per eventuali osservazioni;
Report del gennaio-aprile 2016: “Si prosegue, con la collaborazione della Commissione Urbanistica e ambiente nel percorso che portera’ all’approvazione del PUC. Gli amministratori hanno definito le linee guida del Piano, hanno incontrato i tecnici regionali ottenendo una propedeutica approvazione delle scelte compiute e hanno incontrato e sollecitato piu’ volte i tecnici incaricati alla progettazione affinche’ consegnino il lavoro al piu’ presto e il piano possa essere portato in consiglio”: le “scelte compiute” non vengono illustrate alla popolazione e restano patrimonio di un gruppo limitato;
Report del maggio-agosto 2016: nulla viene riportato sul PUC.

3.- Mi aspettavo invece che, visti i programmi della Amministrazione, la costruzione di uno strumento Urbanistico fondamentale, che interessa tutta la Comunita’ e che per i prossimi 10 anni regola meccanismi e processi di utilizzo del territorio, diventasse l’occasione massima di partecipazione democratica; mi aspettavo che il Comune non solo non escludesse i cittadini dalle fasi decisionali, ma li sollecitasse a contribuire a scelte condivise, portando le proprie istanze anche prima della adozione. Mi sorprende percio’ che in questi due anni non sia stato attivato un apposito Ufficio di Piano aperto al Pubblico o che non sia stato creato specifico sito aggiornato giorno per giorno con le proposte dei cittadini e le valutazioni del Comune. La conseguenza di tale politica di chiusura e’ che il PUC, senza confronto sulle scelte e senza che i cittadini diventino attori dello sviluppo in una ottica costruttiva e sussidiaria per la crescita della comunita’, da strumento di sviluppo corretto del patrimonio collettivo (con sistema di indirizzi chiari, semplici e in grado di indicare le linee guida per una crescita sostenibile), si e’ di fatto trasformato – a mio giudizio- in uno strumento di vincoli e scelte di gruppo ristretto, condizionato anche da slogan vecchi ed inutili.
4.- Sono venuto comunque a conoscenza della attuale proposta del PUC in maniera clandestina, grazie ad un componente della Commissione Urbanistica. Gli elaborati di cui ho preso visione (Elaborati grafici: Zonizzazione; Elaborati Normativi: Norme di Attuazione’ – Regolamento Edilizio) contengono molti errori, incomprensioni, indirizzi e scelte non condivisibili e talvolta incomprensibili e contradditorie. Il PUC va percio’ sicuramente rivisto alla luce di una piu’ ampia e partecipata lettura e discussione, punto per punto.
5.-Tra le scelte ed indirizzi riportati nelle ZONIZZAZIONI ho verificato che – rispetto alle proposte formulate dalla precedente Amministrazione ed illustrate alla presenza anche degli attuali Amministratori nel maggio 2015- si e’ deciso di eliminare la Zona F in localita’ Catzida riportandola a zona E5a. La scelta appare al sottoscritto Progettista completamente sbagliata ed ingiustificabile per i seguenti motivi:
la richiesta di classificare l’area come Zona F e’ stata formulata informalmente nel 2001 e formalizzata nel 2007; nasceva da una richiesta precisa e concreta di un gruppo di Imprenditori di Gavoi, che intendevano realizzare in tale zona un progetto innovativo: un Centro salute e benessere basato sulla fitoterapia (preparati fitoterapici personalizzati), sulla dermocosmesi (preparazioni personalizzate), nutriceutica (menu personalizzati per piccole patologie), centre-fitness, nuoto-idromassaggio­ sauna-aromaterapia , attività collaterali (tennis-trekking-mountain bike, etc.); affiancato al Centro veniva ipotizzato anche un LABORATORIO FITOCOSMETCO per estratti vegetali, olii essenziali, tisane etc. con erbe e prodotti locali; l’idea progettuale rappresentava per il Comune di Gavoi l’allargamento della offerta turistica lacuale, con una iniziativa unica, non esistente in Sardegna, ma diffusa in molte altre Regioni e destinata ad attirare a Gavoi un flusso turistico diverso rispetto alle attivita’ attuali alberghiere (soprattutto della Terza Eta’); un turismo che punta alla cura del proprio benessere basata sulla completa immersione in un ambiente naturale e il piu’ possibilmente intatto; l’idea progettuale si poneva, in un momento di grave crisi e difficolta’ per l’economia del paese sempre, come elemento di crescita innovativo e di forte richiamo; la collocazione del Centro, oltre la fascia di rispetto del Lago ed a ridosso del Paese, raggiungibile a piedi, poteva diventare importante per tutte le attivita’ esistenti e per le ricadute all’interno della Comunita’;
– per un corretto rapporto con l’ambiente naturale, venivano nell’idea progettuale ipotizzate strutture piccole e basse (la tipica casa agro-pastorale), con particolare attenzione ai materiali da utilizzare (bioarchitettura- fonti energetiche alternative) e con volume globale ridottissimo (circa 3.000.);
l’idea-progetto, per un rapporto costruttivo e propositivo con l’Amministrazione Comunale (Pianificazione partecipata) e per un parere preliminare sulla validita’ e compatibilita’ dell’iniziativa con gli obiettivi di sviluppo del paese, e’ stata illustrata (dai Proponenti e dal sottoscritto Progettista) agli Amministratori sin dalla data del 03-09-2001; il confronto sulla iniziativa e’ stato rinnovato e sviluppato con tutte le Amministrazioni succedutesi sino alla attuale, sempre con pareri positivi ed incoraggianti per una iniziativa, che non si sovrappone alle attività presenti nel Iago e nel paese, ma le integra e le completa, fornendo di fatto nel territorio una offerta diversificata e di qualità, in un settore (benessere e salute), che- ripeto- in altre Regioni ha avuto e continua ad avere sviluppi e risposte di investimenti consistenti;
a seguito dei pareri positivi citati, il gruppo proponente ha attivato tutta una serie di fasi preparatorie in attesa della classificazione della Zona F: trasmissione del Progetto al Comando Forestale per la verifica della sussistenza di vincoli con risposta del servizio Ispettorato ripartimentale di Nuoro in data 11-07-2007; trasmissione dei disegni di Progetto alla ASL n. 3 per gli aspetti di competenza ASL; trasmissione dei disegni illustrativi al Comune di Gavoi. Tali attivita’ hanno dimostrato la concreta volonta’ di realizzare (dopo oltre 30 anni) un intervento significativo dal punto di vista del richiamo turistico; hanno inoltre comportato notevoli spese (oltre 30.000 euro); la precedente Ammnistrazione, a conclusione e condivisione della proposta, ha formalizzato la accettazione della richiesta, con la classificazione di fatto dell’area in Zona F; la nuova Zonizzazione e’ stata presentata alla popolazione dai Progettisti e dall’Assessore Sedda nel maggio del 2015, alla presenza degli allora candidati attuali Consiglieri, che non hanno avanzato alcuna osservazione di merito;
– anche all’attuale amministrazione i proponenti l’iniziativa hanno chiesto, inutilmente, un incontro, nello spirito di massima collaborazione e per fornire ogni ulteriore ed eventuali chiarimento;
ho chiesto all’attuale Assessore le motivazioni di una scelta che –ripeto- a me appare assolutamente non condivisibile; in tanti anni di esperienze amministrative, non ho mai visto una discontinuita’ amministrativa cosi marcata ed immotivata rispetto alle scelte ed indirizzi delle tre amministrazioni precedenti (pure democraticamente elette e rappresentanti tutta la Comunita’) e rispetto alla collaborazione attiva con il precedente Assessore. I soggetti precedenti (Amministratori, Progettista, Assessore) hanno evidentemente- a parere dell’attuale Giunta -costruito e sostenuto un processo partecipativo poco attento e sollecito ai temi della tutela e valorizzazione corretta dell’ambiente. Prima di una cosi’ netta inversione di pareri e prima di bloccare un processo in costruzione da 16 anni, sarebbe stato corretto cercare un minimo di confronto con quanti prima avevano condiviso e incoraggiato l’intero iter progettuale, che ha portato il privato ad investire inutilmente sull’iniziativa. Mi e’ stata data una risposta incredibile: “ Noi siamo per il consumo zero del suolo”. Con tutto l’affetto ed il rispetto per l’Assessore, trovo assurda la motivazione, che merita comunque l’apertura di un dibattito sinora assente. Penso che vada sempre correttamente combattuto e negato l’abuso del suolo, non l’uso dello stesso fatto in maniera corretta, sostenibile ed apprezzabile e che valorizza in positivo il territorio per processi di crescita della comunita’.
C’e’ infine una evidente contraddizione “ambientalista” nelle indicazioni del PUC:
– La zona di Catzida nelle indicazioni della precedente amministrazione veniva classificata Zona F: di INSEDIAMENTI TURISTICI PIANIFICATI; cio’ comportava l’obbligo e l’onere per il proponente di tutti i processi urbanistici di controllo pubblico dell’intervento, dal Piano Attuativo, alla Lottizzazione Convenzionata con le cessioni delle quote di area, le urbanizzazioni obbligatorie, la definizione dei tempi di attuazione e il pagamento degli oneri concessori; il Comune, in qualunque fase, aveva gli strumenti di verifica-controllo e indirizzo, con possibilita’ o meno di approvare i Progetti Esecutivi di realizzazione dell’intervento;
– Con la nuova classificazione, l’area viene individuata come ZONA E5a: AREE MARGINALI PER ATTIVITA’AGRICOLE, per la quale sono previsti:
-eventuale attivita’ agrituristica (interventi di nuova costruzione) con permesso di costruire diretto;
-interventi di nuova costruzione ….per imprenditori agricoli … e societa’ che svolgono prevalentemente attivita’ agricola;
– I.F.F. pari a 0,03 mc\mq;-sup. min. pari a 6,00 ha; – H max. : 5,40 mt.
Dal raffronto tra le due classificazioni, emerge che la proposta del richiedente la Zona F, che ha comunque la proprieta’ di oltre 10 ettari ed intendeva costruire circa 3.000, con strutture limitate in altezza (circa 3 mt.), risultava ben piu’ attenta dal punto di vista ambientale’, di “consumo del suolo”, di utilizzo e valorizzazione dell’area, oltreche’ di opportunita’ di sviluppo del settore turistico.
In definitiva: l’unica proposta seria e corretta di investimento turistico pulito, che con una iniziativa innovativa dopo oltre 30 anni portava il paese a crescere nel settore, ponendosi come riferimento importante e unico per tutta la Sardegna, viene respinto in nome di un presunto “consumo del suolo” anomalo, scorretto e da vietare per l’ambientalismo fuori luogo della attuale Giunta.
Mi auguro che su questi temi, e ovviamente sull’intera struttura del PUC, i Consiglieri Comunali e le forze politico-culturali aprano una riflessione piu’ ampia, aperta e partecipata, in modo che – dopo 24 anni di attesa e con il contributo di tutti- il paese abbia sul serio uno strumento urbanistico in grado di dare risposte corrette alle attese della popolazione e sollecitare ed accompagnare lo sviluppo della Comunita’.

Gavoi, 13 marzo 2017

Ignazio Urru

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