Ancora 3 settimane ci dividono dall’appuntamento elettorale per decidere se vogliamo un taglio lineare sulla diminuzione dei Deputati e Senatori della nostra Repubblica.

Questo Referendum non ha bisogno di alcun quorum: si vince anche con lo scarto di un solo voto. I troppi misteri e l’eccessiva  confusione politica allontanerà, ancora una volta, gli elettori dai seggi elettorali. Il Referendum arriva in un momento particolarmente delicato poiché siamo ancora in piena emergenza sanitaria a causa della pandemia da covid-19  e, pertanto, nella totale incertezza, i cittadini, over 65 in primis, non andranno a votare per evitare rischi.

Nel merito del Referendum posso significativamente sostenere che prima la classe politica avrebbe dovuto intervenire sulla nuova riforma elettorale per garantire, attraverso la storica e ben strutturata Costituzione, la rappresentanza adeguata di tutti i territori che sono da oltre 70 anni la nostra unica certezza.

La propaganda elettorale di alcuni partiti e movimenti  stanno insistendo con tatticismi obsoleti sui costi della politica spingendo l’elettore per un si che significa taglio dei Deputati e Senatori. I costi scandalosi della politica si annidano altrove dove la classe politica non intende intervenire per garantire i famosi pesi e contrappesi  che significativamente consolidano una “rendita di posizione”.

Basterebbe nell’attesa ridurre  “il budget di spesa” procedendo linearmente sugli emolumenti economici di Deputati e Senatori fino ad azzerare l’ipotetico taglio correlato al Referendum. Non si è mai parlato dei costi della elefantiaca  struttura burocratica, degli incentivi sugli obiettivi raggiunti, sui premi di produttività  e infine sui  benefit erogati con molta disinvoltura. Insisto che il costo della democrazia è un investimento e una garanzia per dare voce a tutti i territori, anche a quelli meno popolosi.

Prima di indire il Referendum era fondamentale approvare una legge elettorale che andasse nella direzione di tutelare interi territori che altrimenti rischiavano di non avere una propria rappresentanza.

Questo rischio oggi è quasi una certezza poiché un Senato e una Camera di Deputati ridotto nelle dimensioni a causa del Referendum del 20/21 settembre introduce un diabolico meccanismo nelle mani di un ristretto gruppo che nel linguaggio politico chiamiamo volgarmente capi corrente  di partito. Rafforzo questo rischio con la dichiarazione del Sindaco di Napoli De Magistris “Col taglio degli eletti il potere finirebbe in mano a pochi.

Il sottoscritto al Referendum voterà per difendere la nostra amata Costituzione, frutto di tanti sacrifici che i nostri “Padri” ci hanno regalato.

Votiamo, quindi, con coscienza e libertà con un grande NO per lasciare la situazione allo status quo per poi definire insieme un percorso virtuoso che dia garanzie a tutte le sensibilità presenti nel nostro Paese.

Salvatore Buttu

Presidente Associazione “Laboratorio Sardegna di Dentro” Gavoi