Gavoi vive da tempo una fase stagnante, tra un presente immobile e un futuro indefinito, senza nessuna tensione tesa a provare ad immaginarlo o esplorarlo. Al contrario di quanto accaduto in altre fasi della sua storia.

È vero che questo è il tempo delle incertezze e della tendenza a vivere in una fase temporale sospesa , comune a tutte le comunità ma a Gavoi questo fenomeno è più marcato .È come se il paese si fosse adagiato ,privo di particolare vitalità, a consumare quanto prodotto in decenni , con scarsa voglia di affrontare i cambiamenti ma prima di tutto questa sua”stanchezza”.

Molti suoi giovani vivono fuori : città sarde ,italiane , Europee ; la società è invecchiata e priva di quella energia e passione, tipica dell’età giovanile. La situazione è quella comune alle aree rurali interne ( bassa natalità,fuga dei giovani, invecchiamento,mancanza di lavoro, crisi attività, ridimensionamentoservizi). In queste situazioni , come nell’acqua che stagna , un male oscuro prospera e produce disagio, malessere, egoismi , pratiche di consumismo sfrenato come modalità di affermazione personale,atti vandalici e vere e proprie intimidazioni .Viene a mancare,sempre più quella capacità di guardare agli accadimenti con il.giusto equilibrioe sopratutto in alcuni ambiti la mediazione come modalità di regolazione dei rapporti. Da qui gli episodi molto gravi che ,da tempo, accadono a Gavoi. Episodi pericolosi che colpiscono più che nei beni, nel morale delle vittime producendo insicurezza e paura. Si sbaglia a pensare, come talvolta si pensa, che sono fatti che riguardano solo i privati coinvolti e gli autori degli episodi delinquenziali; il paese intero è coinvolto perché quando si colpisce una famiglia si colpisce tutti. Si mette in discussione la serenità, la sicurezza, la civiltà nei rapporti.

Come se ne esce ? Prima di tutto mettendo in moto le energie sopite e il senso di appartenenza e di civiltà dei Gavoesi che si è espressa e si esprime in tante occasioni e che ne hanno fatto una realtà a grande intensità e profondità culturale di dimensione internazionale,;

Si pensi al Festival Letterario Isola delle storie., a un’appuntamento che apre il paese al mondo, e che fa vivere la Sardegna intera nel giusto e fecondo rapporto fra l’anima dell’Isola e quelle ,molteplici , rappresntate dagli uomini di cultura ,provenienti dai diversi continenti.Cosi come alle decine di associazioni di volontariato, sportive, culturali ,ambientali o a tutti quei gavoesi laboriosi e onesti , grande risorsa che però deve proporsi una maggiore dimensione di cooperazione..Il paese del festival, dei graniti del centro storico, dei balconi fioriti , cultore del bello, dei bravi artigiani e pastori deve ritrovare quella vitalità ora appannata ,facendo i conti con i cambiamenti generali che lo investono.Cambiamenti che contengono opportunità ma anche rischi. Cambiamenti che possono consentire ammodernamento delle attività produttive, dei servizi, delle infrastrutture così come della capacità di connettersi al mondo attraverso la rete ,superando l’isolamento fisico delle comunità rurali che possono proporsi , con le loro qualità ambientali e culturali, come luoghi “altri” in cui si puo’vivere in dimensioni più umane e meno frenetiche.

Ma il rovescio della medaglia può essere, come spesso accade ,di vivere le parti più superficiali e consumistiche dei cambiamenti che modificano nel profondo e in negativo gli stili di vita degli individui ,da cui possono poi originare atteggiamenti di individualismo esasperato dove conta la realizzazione di un sé ipertrofico di bisogni che devono essere realizzati a dispetto di tutto e di tutti,; con la conseguenza di un affievolimento se non scomparsa del sentimento di comunità e di un rapporto positivo con gli altri che non sia il puro interesse personale.

Ricostruire la comunità, le comunità, in questo passaggio storico di cambiamenti ( clima, digitale e tecnologico, spopolamento delle aree rurali e intasamenti urbani, virus ) , e dopo la mazzata del covid , deve essere l’obiettivo di chi ha a cuore Gavoi cosi come i paesi rurali.In questa direzione occorre riattivare il confronto pubblico teso a suscitare dibattito, confronto, circolazione di idee e proposte , costruzione di percorsi condivisi che ricuciano strappi nel tessuto sociale , superino indifferenza e chiusure individuali e di gruppo , costruiscano un rapporto fecondo con le comunità del territorio e con quelle rurali dell’Isola per una grande ed articolata proposta di rinascita che le sottragga alla marginalità dandole prospettive di benessere e di lavoro, di nuovo e fondamentale ruolo dei giovani, dentro un modello di società ed economia sostenibili.

Salvatore Lai Ex Sindaco di Gavoi