Gavoi Politica a Gavoi PUC GAVOI 

LETTERA APERTA SUL PUC DELLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE

RICEVO E PUBBLICO:

LETTERA APERTA SUL PUC  in risposta alla lettera all’Ing. Ignazio Urru (che puoi leggere Qui)

 

 

Alla C.A. dell’Ing.Ignazio Urru,

e P.C. alla Comunità di Gavoi

 

Gentilissimo Ingegner Ignazio Urru,

a seguito della sua lettera ci sembra utile inviare una risposta pubblica e dettagliata specularmente alla missiva da Lei inviataci e sempre da Lei fatta pubblicare sul sito gavoi.com, al fine di esaudire la sua richiesta di chiarimenti e dissipare qualsiasi dubbio possa allontanarci dalla realtà dei fatti. Ci auguriamo che ogni dato rilevante illustrato nelle pagine a seguire, l’aiuti a comprendere fino in fondo il valore della coerenza politica che questo PUC oggi rappresenta, con le procedure che hanno caratterizzato la sua elaborazine e quelle che porteranno alla sua adozione. Come tutti constateranno, infatti, leggendo l’oggettiva esposizione dei fatti, (e leggendo anche i Report da lei menzionati), ogni scelta che quest’amministrazione compie, non è altro che l’attuazione delle linee programmatiche ossia, più semplicemente, il mantenere le promesse fatte in fase elettorale, nel rispetto delle risorse presenti e delle norme vigenti e, soprattutto, nel rispetto dei numerosi cittadini che hanno scritto il programma, nonché della maggioranza dei gavoesi che l’hanno votato. Pur consapevoli che non saremo capaci di soddisfare tutte le esigenze e gli interessi personali, come risulta impossibile fare a qualsiasi amministrazione, riteniamo sempre e comunque onesto concentrarci sui punti programmatici messi nero su bianco, nell’interesse collettivo.

1.

Da inizio mandato stiamo lavorando alacremente alla predisposizione del PUC, supportati dall’Ufficio Tecnico e dai professionisti incaricati, e faremo in modo che l’adozione del Piano avvenga a breve perché, come lei ci ricorda, questo paese attende da ben 24 anni l’adozione di questo strumento. Noi, dopo neppure due anni di amministrazione, stiamo lavorando al raggiungimento di questo obiettivo non in segretezza come lei erroneamente afferma ma, al contrario, in piena trasparenza e con la possibilità per ogni cittadino di partecipare alla Commissione al Territorio, oltreché, ovviamente, di interloquire con gli amministratori, come diversi cittadini hanno già opportunamente fatto. Rispetto alla sua ricerca degli elaborati definitivi in Municipio, ben lungi dal volerli sottrarre o nasconderli, ci sorprende che lei non sappia che questi documenti non sono momentaneamente disponibili in quanto i Tecnici incaricati non li hanno ancora trasmessi, per il semplice motivo che sono ancora al lavoro sulle ultime revisioni delle bozze suggerite in sede di commissione, correzioni senza le quali non è possibile procedere ad alcuna pubblicazione.

Sempre per un principio di trasparenza gli elaborati corretti saranno vagliati dall’Ufficio Tecnico e messi a disposizione della cittadinanza dal momento in cui ci verranno consegnati dai Professionisti incaricati, contestualmente sarà convocato il Consiglio Comunale dove tutto il lavoro saranno opportunamente esplicato. Nella sua lettera lei fa inoltre riferimento alla proposta preliminare della precedente amministrazione che sarebbe stata illustrata in Sala consiliare nel maggio 2015. La presentazione pubblica della prima bozza non può in alcun modo connotarsi come una condivisione delle scelte di tipo partecipativo ma solo una comunicazione sul lavoro fatto, visto che, l’amministrazione uscente non avrebbe potuto accogliere alcun suggerimento da parte dei cittadini, né tantomeno apportare alcuna modifica agli studi presentati in quanto a fine mandato. Alcuni futuri candidati consiglieri di Comunidade erano presenti all’evento informativo e ricordano benissimo (appunti alla mano) che rispetto al progetto da lei menzionato al punto 5 della sua lettera non si sia approfondito in quell’occasione alcun che. Noi siamo venuti a conoscenza del progetto nel momento in cui ci siamo insediati in Municipio, l’abbiamo studiato con attenzione e valutato come siamo soliti fare con ogni documento. La nostra amministrazione invece, e speriamo che lei ne sarà felice, adotterà il PUC e porterà avanti l‘intero iter presentando il lavoro svolto in piena trasparenza e con la collaborazione dei cittadini, nella sede adeguata e prevista dalla legge: il consiglio comunale.

2.

Ci spiace a questo proposito che lei non ritenga né legittimo né corretto l’iter che l’Amministrazione e gli uffici stanno seguendo per l’adozione di questo PUC e che metta in dubbio il giusto utilizzo dello strumento della democrazia partecipata da parte nostra, primi soggetti politici a Gavoi che hanno messo in pratica questa metodologia e che, a piccoli passi la stanno portando ad essere sempre più efficace, oltre che precursori del metodo a livello regionale. Come accennato in apertura, vorremo ribadire comunque che, come buon uso partecipativo, le linee guida rispetto alle scelte urbanistiche nascono dai Tavoli del Programma Partecipato di Comunidade scritto come saprà a più mani, condiviso da numerosi cittadini rappresentativi di tutte le professioni e sensibilità (e rappresentativi anche del Suo studio professionale) e votato dalla popolazione durante le elezioni amministrative.

                Nel nostro programma amministrativo, nella parte riguardante urbanistica e territorio, predisposto dal Tavolo omonimo, si legge un NO netto alla cementificazione del territorio e si prosegue specificando (e non semplificando) con i seguenti principi condivisi che qui elenchiamo sommariamente:

Riteniamo di primaria importanza difendere, conservare tutelare e valorizzare quel territorio che ci è stato trasmesso dai nostri predecessori come salutare, produttivo, bello e pressoché incontaminato. Molti interventi positivi sono stati fatti negli ultimi anni per migliorare la qualità ambientale a fronte di poche sbavature legate soprattutto al consumo del territorio e a piccoli abusi legati a maleducazione ambientale.

Obiettivi fondamentali e ispirazione della nostra azione in merito sono: Accrescere la valorizzazione del centro; Politiche attive per il corretto uso delle risorse e del territorio (tutela e valorizzazione).

Per noi la parola d’ordine è Il Buon Abitare: accrescere le possibilità di abitare il centro urbano e la vivibilità dello stesso (...); sfruttare l’esistente urbanizzato e non consumare il territorio; tutelare il paesaggio e l’ambiente in quanto spazio identitario; promuovere un utilizzo creativo ed economico delle infrastrutture pubbliche.

Il centro storico è oggi un potente attrattore turistico ma, come le altre zone del paese, vive un momento di crisi a causa dello spopolamento. Uno degli obiettivi di Comunidade è rivitalizzare la zona storica(…).

A tutto ciò dovranno seguire delle azioni incentivanti (..): riutilizzando il patrimonio immobiliare esistente si ottiene un minor impatto in termini di consumo del territorio e una miglior gestione dei servizi primari già attivi.

(…) È necessario far passare un concetto di conservazione rispettosa dei parametri costruttivi ma dinamica, che permetta un insediamento abitativo comodo e di qualità. (…)

Abitare il centro, per un paese come Gavoi, che oggi vive una situazione di calo demografico significa non consumare inutilmente ulteriore territorio e significa soprattutto risparmiare risorse della comunità.

Allargare oggi il centro abitato vorrebbe dire dover allargare i servizi, fare nuove opere di urbanizzazione costose e superflue laddove esistono numerosi edifici adeguati ma disabitati nel centro urbano. Quindi, dove si può, è necessario sfruttare l’esistente urbanizzato sensibilizzando i proprietari e i cittadini tutti a nuovi comportamenti solidali legati alla necessità di ri-popolamento del territorio e di un abitare corretto e di qualità.

Secondo questo concetto l’agro deve essere dedicato alla produzione agricola e all’allevamento e non può essere invaso dal cemento; mentre le zone ambientali e paesaggistiche tutelate devono continuare ad essere il volano per il settore turistico e il luogo di buona vita all’aria aperta per gli abitanti e i visitatori (natura, sport, turismo, archeologia).

 Lo spopolamento e le disponibilità economiche sempre più esigue da parte delle amministrazioni invitano a una riflessione sul modello di infrastrutturazione del territorio.

Abbiamo il dovere di pensare un territorio che smetta di costruire in maniera irrazionale e sovradimensionata. È necessario quindi studiare e mettere in atto politiche e strategie efficaci di riutilizzo delle varie strutture presenti

Riutilizzo dell’esistente quindi, come potrebbe ad esempio essere la gestione delle strutture presenti, di quelle sportive e del campeggio, qualora ci fossero imprenditori che davvero vogliono investire nel turismo intorno al lago, a beneficio del territorio e con notevole risparmio sia di impatto ambientale-paesaggistico che di capitali.

 

Il mandato amministrativo che riceviamo dai cittadini (i quali ci hanno votato per attuare questo programma) ci sembra dunque molto chiaro a riguardo, e non infettato da “sterili ambientalismi”, ma bensì supportato da argomentazioni piuttosto sensate.

Inoltre il Puc è stato oggetto di numerose riunioni della Commissione al Territorio nelle sue declinazioni “Ambiente” e “Urbanistica” e tale commissione, che lei definisce “generica”, è ampiamente partecipata e anch’essa (al pari dei tavoli programmatici) rappresenta numerose sensibilità e professionalità, e fin dall’inizio annovera fra i membri iscritti professionisti che collaborano sempre con il suo studio. La Commissione è accessibile a tutti i cittadini che in essa possono portare le proprie proposte, le istanze e le idee. Idee e proposte che, ovviamente, siano di interesse delle collettività e non di mero interesse privatistico. Per queste ultime istanze ci sono altri canali: gli Uffici comunali nei termini prescritti dalla legge sulla trasparenza.

3.

A chiarire ogni dubbio sulla legittimità della presentazione del PUC  – come ha evinto dai nostri report che per la prima volta rendono conto ai cittadini delle azioni intraprese dall’amministrazione – è doveroso comprendere che il nostro Piano Urbanistico Comunale  nasce da un percorso partecipativo e condiviso, e proseguirà come previsto dalla legge: tutti i cittadini (lei compreso) dopo l’adozione in consiglio comunale del Piano, per sessanta giorni potranno portare le loro osservazioni, che saranno vagliate una per una sotto l’aspetto tecnico e politico e se ci fossero errori e possibili aggiustamenti fossero ritenuti necessari si faranno, in piena tranquillità e onestà intellettuale, all’interno e nel pieno rispetto delle norme che regolano il percorso del PUC e senza che alcuno senta di poterci tirare per la giacchetta o fare pressioni indebite.

Ricordiamo, per rasserenare chi già non lo sapesse, che non c’è stata da parte nostra alcuna chiusura e le scelte sono state prese all’unanimità da TUTTI gli amministratori dopo aver verificato la coerenza col Programma di Comunidade (per realizzare il quale siamo stati eletti) e i suggerimenti della Commissione. Le ricordiamo, inoltre, che le Commissioni hanno iniziato il loro lavoro durante un evento pubblico ampiamente pubblicizzato nel quale i cittadini, molto numerosi, si sono iscritti a una o più commissioni tematiche a seconda della propria propensione. Quindi i cittadini sono attori dello sviluppo e partecipano alle scelte dal momento che aderiscono a un percorso fatto di informazione, conoscenza, consapevolezza, consultazione, negoziazione, sintesi e deliberazione.

Nessun gruppo ristretto o chiuso dunque, ma ribadiamo, commissioni per la prima volta aperte e partecipate in piena sintonia con quanto previsto dal regolamento che ogni membro delle diverse commissioni conosce e condivide. Il membro della Commissione con cui lei ha dimestichezza a parlare era liberissimo di confrontarsi con lei e con chiunque anzi, questa pratica è auspicabile secondo il nostro concetto di partecipazione e quindi stia tranquillo, non ha fatto alcunché di “clandestino” come lei ha erroneamente definito la condivisione di informazioni. Lo stesso membro della Commissione però avrebbe dovuto metterla al corrente dei principi base che regolano la democrazia partecipativa e cioè del fatto che lei, come chiunque altro, avrebbe potuto partecipare liberamente alla stessa commissione semplicemente manifestando la volontà di iscriversi al libero confronto informato. L’art 1.4. del regolamento delle commissioni della democrazia partecipativa recita infatti: Le Commissioni si compongono di un numero variabile di cittadini che intendono iscriversi manifestando la volontà di collaborazione. Le iscrizioni rimarranno aperte per la durata di tutto il mandato amministrativo. Quindi nessuno escluso e tutti i cittadini sollecitati alla partecipazione, attraverso pubblici comunicati e una pubblica assemblea. Prova ne sia che in tutte le commissioni ci sono spesso nuovi ingressi e un ricambio continuo.

4.

Rispetto alla questione “errori” nelle bozze del Piano Urbanistico, come lei sa, una bozza viene portata alla lettura affinché imprecisioni ed errori vengano a galla così come in questi mesi si sta facendo con il supporto dei Tecnici, degli Uffici, della Commissione. Così, rilevate alcune imprecisioni e alcune incompletezze, le bozze sono tornate in mano ai Tecnici incaricati, esperti urbanisti di sicura esperienza, che lei conoscerà professionalmente meglio di noi, che si stanno impegnando ad approntare una stesura puntuale e definitiva per l’adozione in breve tempo. Sembra quantomeno irrispettoso del lavoro altrui definirne il prodotto (non ancora concluso e ufficializzato) come zeppo di errori e mal impostato. Ma queste affermazioni dovrebbe meglio spiegarle ai professionisti incaricati della redazione del PUC che lei a quanto pare ritiene non in grado di fare un lavoro adeguato.

     Sottolineiamo inoltre che questa amministrazione non ragiona e prende le decisioni in modo ideologico ma attraverso analisi, confronti e ragionamenti articolati e argomentati. Certo questa amministrazione non sarà quella delle deroghe frutto di pressioni da parte di lobby o interessi privati, ma nemmeno dei ciechi vincoli come lei vorrebbe farla apparire. Come semplice esempio del nostro approccio aperto e negoziale le rendiamo noto che dalla Commissione Territorio a suo tempo vennero indicazioni rispetto alla ulteriore riduzione delle Zone F di sviluppo turistico (anche di quelle preesistenti) e che questa amministrazione ha negoziato e si è confrontata con queste posizioni contribuendo a riportarle in un solco di razionalità e equità nel rispetto delle decisioni (ufficiali e deliberate) delle precedenti amministrazioni, evitando di danneggiare alcuno.

5.

Quella al punto 5 della sua lettera altro non è che una osservazione al PUC che avrebbe dovuto, e potrà, fare (al pari di ogni cittadino) a seguito della sua adozione: a un’attenta rilettura della normativa vigente è chiaro a tutti che sarebbe illegittimo utilizzare canali impropri o privilegiati, sbilanciando così un meccanismo politico e decisionale corretto e trasparente che forse non soddisferà ogni interesse particolare, ma sicuramente sarà pienamente rispettoso degli interessi generali e comuni. Se presenterà dunque questa o altre osservazioni le valuteremo e terremo attentamente in considerazione, come faremo con quelle di tutti i gavoesi.

Rispetto invece al colloquio con l’Assessore al Territorio e alle frasi da lei citate, con altrettanto affetto, ci teniamo a rammentare che le omissioni nascondono la verità: di un dialogo durato oltre un’ora, e ampiamente argomentato sul merito, lei riporta solo due brevi affermazioni decontestualizzate con l’intento di omettere l’opinione politica ben più consistente dell’Assessore Urru, amministratore d’esperienza, uomo di rettitudine morale e di ampia cultura politica. Per queste sue qualità, l’Assessore al Territorio ricopre, come tutti con grande impegno e sacrificio, il suo ruolo in amministrazione al di là di ogni pressione che abbiamo ricevuto su eventuali incarichi, o esclusioni, di persone gradite o meno a qualcuno, in nome di interessi molto particolari. Respingendo certi attacchi lobbistici, la nostra amministrazione invece ha deciso di lavorare e sta lavorando, con sindaco, assessori e consiglieri che sono risorse umane motivate e preparate, sostenute con impegno dagli attivisti di Comunidade e dal confronto con le Commissioni.

Riguardo poi alla netta discontinuità di approccio politico, idee, prassi che Comunidade rappresenta rispetto alle amministrazioni precedenti non ci sentiamo di darle completamente torto. Certo riteniamo un punto di forza per la comunità aver avuto una cultura politica e amministrativa progressista ma se lei avesse letto bene il nostro programma saprebbe che in alcun modo ci siamo posti all’interno di un processo di continuità con alcuna delle amministrazioni passate. Tuttavia (visto che non ci approcciamo alla politica con pregiudizio alcuno), può comunque riconoscere che numerose scelte delle amministrazioni precedenti -ritenute anche da noi condivisibili e lungimiranti- sono state serenamente analizzate, discusse e riconfermate, comprese alcune delle linee fondamentali del PUC che lei apprezzò nella esposizione della precedente amministrazione. Crediamo che nessun cittadino, e tantomeno lei che vanta quarantennale esperienza politica, conoscendo la nostra storia, studiando il nostro programma e eleggendo la nostra lista, abbia avuto dubbi sulla netta discontinuità dall’approccio politico-partitico del passato. Per quale motivo la discontinuità dovrebbe essere un disvalore? Per noi, e per la comunità che ci ha eletto, è dinamismo, propulsione, progresso. Rispondendo al suo j’accuse, in continuità o meno, noi siamo orgogliosi della nostra emancipazione e libertà di giudizio, nel solo ed esclusivo interesse della comunità e senza cedere ad alcune pressione o interesse privatistico.

Ci stupisce dunque che una persona con la sua esperienza, contraddica scompostamente molte delle considerazioni politiche che aprono la sua lettera, che noi non condividiamo ma che hanno la loro dignità come opinioni di un cittadino, con una chiusura pienamente improntata alla difesa del suo diretto vantaggio professionale ed economico.

Quindi evitiamo qui di rispondere nel merito dell’attuazione del suo progetto, poiché, come detto, esiste un preciso iter amministrativo stabilito e disciplinato dalla legge, cui non intendiamo in alcun modo derogare. Rivendichiamo la nostra autonomia politica e decisionale e la correttezza del nostro percorso fiduciosi del fatto che altre forze politiche e la società civile da Lei chiamate all’appello, abbiano tutti gli strumenti – e oggi uno in più – per distinguere fra l’interesse pubblico e l’interesse privato.

La discussione sul PUC è aperta, l’abbiamo aperta noi e rimarrà aperta. È anche nostro auspicio che tutti i cittadini, non appena i documenti completi saranno a disposizione nostra e loro (come è giusto che sia visto che non crediamo che nessun professionista che si rispetti metta in condivisione il suo lavoro inconcluso) prendano visione della grande mole di lavoro fatto e se ritengono diano ulteriori suggerimenti e facciano le loro osservazioni.

Tornando a quanto sostiene sulla continuità amministrativa infine, pare naturale riproporre una semplice domanda: se fin dal 2001 come lei racconta la sua proposta progettuale di costruire una struttura turistica in una Zona Agricola ha riscosso entusiasta adesione da parte delle amministrazioni di allora come mai quelle stesse amministrazioni non hanno fatto una variazione urbanistica definendo la Zona indicata come adeguata allo sviluppo turistico (benché siano state fatte negli anni numerose varianti simili)? Come mai non esiste una delibera ne alcun altro documento politico o amministrativo a firma di nessun sindaco o assessore che sancisca questa ufficiale intenzione?

Un’ultima notazione: ritiene fisiologico progettare un intervento urbanistico in una zona dove lo stesso non è consentito? Le pare normale gridare allo scandalo cercando pubblico appoggio contro l’amministrazione se il Comune non effettua un cambio di destinazione urbanistica a Lei gradito? Cosa dovrebbero dire o fare tutti gli altri cittadini che invece utilizzano i propri terreni nel rispetto delle regole e della destinazione urbanistica? O il metodo del progetto in area vietata, con successiva deroga, vale solo per un ristrettissima ed esclusiva élite alla quale forse lei sente di appartenere?

Rifletta su tali domande magari, prima di darsi una risposta, svesta i panni del progettista e rivesta quelli di membro della società civile che riconosce il valore delle norme che sono uguali per tutti, e rispetta le istituzioni come il Comune di Gavoi oggi da noi rappresentato.

In chiusura ricordiamo che l’Amministrazione comunale è aperta la dialogo e ad ogni tipo di critica costruttiva, mantenendo al centro il bene comune, l’interesse della collettività, nella stesura del Piano Urbanistico e in ogni altra singola azione del  nostro mandato.

 

Gavoi 16/03/2017

 

Il Sindaco

        Giovanni Cugusi

 

      L’Assessore al Territorio

Ivan Urru

 

 La Giunta

     e tutti i Consiglieri Comunali 

 

 

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